Platano: come si mangia

È meno conosciuto rispetto alla più classica banana, pur rappresentandone di fatto una delle tante varietà. Eppure il platano trova oggi sempre più ammiratori, non solo nei luoghi d’origine dove è ampiamente impiegato in cucina, ma anche sulla grande distribuzione italiana. Conosciuto anche semplicemente come banana da cottura, si tratta di un alimento nutriente, gustoso e ricco di proprietà nutritive. Quali sono le sue caratteristiche e, soprattutto, come si mangia?

Il consumo di platano non vede, almeno in linea generale, particolari controindicazioni, se non nei soggetti allergici o affetti da ipersensibilità personali. In ogni caso, è bene verificare con il proprio medico la compatibilità dell’inserimento nella dieta, affinché si possa mantenere un’alimentazione perfettamente equilibrata oppure escludere eventuali condizioni pregresse. Le informazioni di seguito riportate, perciò, hanno un carattere unicamente informativo.

Origini del Platano

Platano

Il platano non è altro che una varietà di banana, ovvero una cultivar del genere Musa. A oggi, le origini non risultano ancora pienamente note, sebbene si tenda a considerare la pianta come un ibrido ottenuto nel tempo, derivato dalla Musa acuiminata, la Musa paradisiaca e la musa balbisiana. È conosciuto anche semplicemente con il nome di banana da cottura, poiché questo frutto viene principalmente scelto per ricette cotte, considerando come il periodo di consumo da fresco sia temporalmente molto ridotto e il gusto non eccessivamente appagante.

Tipico delle aree tropicali del mondo, in particolare dei Caraibi, il frutto si differenzia dalle classiche banane non solo per le dimensioni – il platano è infatti sensibilmente più grande e allungato – ma anche per la caratteristica buccia verde. Per quanto in Occidente non abbia trovato grande distribuzione, dato il maggior gradimento della banana gialla sul mercato, nei luoghi d’origine si tratta di un frutto fondamentale: è uno dei più consumati a livello mondiale, infatti, nonché essenziale per il sostentamento date le sue ottime caratteristiche nutritive.

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 Come si Mangia il Platano

Così come già accennato, il platano viene consumato principalmente cotto. Questa scelta deriva sia dalle caratteristiche proprie del frutto che dalle usanze locali. Innanzitutto, bisogna considerare come l’alimento presenti una polpa decisamente meno morbida rispetto alla tradizionale banana, poiché contiene più amido e meno zuccheri. Ancora, giunto a maturazione il frutto tende ad annerire velocemente, lasciando poco spazio al consumo fresco. Quest’ultimo è comunque possibile, anche se al palato apparirà poco dolce, con un retrogusto quasi acido, in un certo senso simile alle banane non mature. Per questo motivo lo si impiega poco prima della maturazione per le più svariate ricette: oltre che aromatizzante e accompagnamento di carne e arrosti, è scelto come addensante, per creme, zuppe e molto altro ancora. Del tutto originali sono le patatine fritte di platano, un vero e proprio street food diffuso nei Caraibi, dove l’alimento è tagliato e trattato come le consuete chips di patata. Non a caso, il platano è spesso indicato dalle popolazioni locali anche come “patata tropicale”. Può essere quindi consumato al vapore e, seppur più raramente, come ingrediente per ricette dolci.

Valori Nutrizionali del Platano

Platano

Il platano presenta un profilo nutrizionale di tutto rispetto, un fatto che ne giustifica l’elevatissima diffusione del consumo nei paesi tropicali. Si tratta infatti di un alimento abbastanza completo, dall’elevato potere calorico, capace di assicurare energia a lungo e soprattutto il recupero di sali minerali, fattore indispensabile in quei Paesi dal clima tendente all’umido e all’afoso, dove è necessario reintegrare frequentemente l’organismo data la sudorazione. Le sue proprietà, inoltre, lo rendono un cibo utile anche per fornire energia a breve e lungo termine agli sportivi, nonché a coloro impegnati in lavori fisici gravosi.

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Per 100 grammi di prodotto si contano all’incirca 122 calorie. La maggior parte del peso è costituito da carboidrati, quasi 32 grammi, seguiti da 1.3 grammi di proteine, 0.4 di grassi e 2.3 di fibre. Buono è il contenuto di acqua, così come di micronutrienti essenziali all’organismo: oltre alle vitamine A, C e B6, assicura un apporto decisamente importante di potassio, sodio, magnesio, calcio, ferro e molti altri minerali.

Proprio dato l’elevato contenuto di potassio, è evidente come il platano sia innanzitutto un alimento energizzante, per l’immediata azione sia dei muscoli che della mente. La vitamina A protegge invece la pelle e i capelli, contrastando l’azione dei radicali liberi e incentivando il processo di rigenerazione cellulare, mentre la C rafforza il sistema immunitario. Date le potenzialità astringenti e il contenuto in fibre, è ideale anche per aiutare il normale transito intestinale, nonché per ridurre i problemi di digestione dovuti a un surplus di succhi gastrici, date le sue proprietà d’assorbimento.

18 febbraio 2018
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