Plastica: UE mette al bando alcuni prodotti monouso

L’inquinamento rappresentato dalla plastica monouso fa sentire i suoi effetti, non soltanto sulla terra, ma anche negli ambienti acquatici. Recentemente è stato condotto anche uno studio dall’Agenzia dell’Ambiente dell’Austria, che ha scoperto dei residui di plastica nelle feci umane.

Anche nelle specie animali acquatiche sono state riscontrate delle tracce di plastica. Le preoccupazioni aumentano anche per ciò che riguarda le mosse da effettuare per proteggere la salute umana. Sulla questione è intervenuto anche il Parlamento Europeo, che ha deciso di mettere al bando alcuni prodotti di plastica monuso.

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Dal 2021 non potranno essere più prodotti e utilizzati posate di plastica, cotton fioc, cannucce e i classici bastoncini che si utilizzano per i palloncini. C’è però anche un altro impegno che gli Stati membri dell’Unione Europea devono assumere: entro il 2025 l’obiettivo è quello di riciclare il 90% di prodotti come le bottiglie di plastica utilizzate per vendere e trasportare le bibite.

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Come mai ci si è rivolti in particolare nei confronti delle bottiglie di plastica? Secondo le attuali indagini proprio le bottiglie e i tappi costituiscono il 20% di tutti i rifiuti nocivi presenti nelle acque del mare.

Fra la lista dei prodotti in plastica vietati, perché rappresentano la formazione di rifiuti particolarmente dannosi, anche i sacchetti, gli imballaggi, i contenitori dei fast food in polistirolo. Poi ancora i contenitori per frutta e verdura o per la vendita dei dolci. L’Unione Europea ha esortato i vari Paesi a elaborare anche dei piani a livello nazionale per incoraggiare i consumatori ad utilizzare in alternativa dei prodotti riciclabili.

7 novembre 2018
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