Dopo il report positivo sulla raccolta delle lampadine esauste, segnaliamo un’ulteriore buona notizia sul fronte del riciclo dei rifiuti. Il bilancio annuale del COREPLA, consorzio che si occupa del recupero degli imballaggi in plastica, riporta infatti dati confortanti sulla raccolta differenziata in Italia.

Nel 2013 si è registrato un aumento dell’11% del totale di rifiuti in plastica recuperati e avviati al riciclo, grazie a un corretto smaltimento differenziato. Si tratta perlopiù di imballaggi in polietilene, Pet e polipropilene.

Nello specifico, lo scorso anno sono state recuperate ben 768.000 tonnellate di imballaggi in plastica, di queste quelle riciclate sono 430 mila, 320 mila sono state impiegate per produrre energia al posto dei fossili. In testa alle regioni più virtuose c’è il Veneto con 20,1 kg di rifiuti in plastica pro capite differenziati.

A determinare un bilancio positivo nella raccolta differenziata della plastica nel 2013 è stato però il Mezzogiorno, area in cui negli scorsi anni il recupero stentava a decollare e che ora sembra invece essersi avviata verso l’adozione di un modello di raccolta più efficiente e capillare.

Attualmente in Italia i Comuni coinvolti nella raccolta differenziata della plastica sono 7.325 per un totale di 57 milioni di abitanti serviti, pari al 97% della popolazione complessiva italiana. Ogni abitante della penisola avvia alla differenziata 12,9 kg di imballaggi in plastica ogni anno.

Restano comunque diverse criticità da risolvere per una raccolta ancora più efficace, in primis le difficoltà incontrate in Sicilia e Calabria, regioni che stentano ad allinearsi alla media nazionale. Come ha sottolineato Giorgio Quagliuolo, presidente del consorzio COREPLA:

Desideriamo migliorarci ancora, innalzando gli obiettivi di raccolta, esplorando nuove opportunità di riciclo e recupero, individuando nuove applicazioni e nuovi sbocchi di mercato per il materiale riciclato e infine, ottimizzando i costi del sistema.

Mi piace aggiungere che nel solo 2013 abbiamo evitato emissioni di CO2 per 800.000 ton (+4,5% rispetto al 2012) equivalenti alle emissioni di circa 505.000 automobili, abbiamo evitato costi di smaltimento per 38,4 milioni di euro (+3,5 rispetto al 2012) e infine abbiamo generato 105,7 milioni di euro di materie prime seconde.

6 maggio 2014
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