Plastica monouso: prodotti usa e getta banditi da sagre e mense

A Chioggia, in Provincia di Venezia, il consiglio comunale ha approvato all’unanimità una proposta per ridurre la produzione di rifiuti in plastica. Il Comune ha deciso così di mettere al bando stoviglie e oggetti in plastica monouso in tutto il territorio comunale: l’ordinanza farà sparire piatti, bicchieri, posate e cannucce in plastica da eventi pubblici, sagre e mense.

Con l’ordinanza chiamata “plastic free” Chioggia sarà la prima città nel Veneto che adotterà un provvedimento contro l’uso della plastica usa e getta e anticipa di quasi un anno la normativa europea che vuole cercare di ridurre proprio questo tipo di rifiuti. L’ordinanza verrà firmata a giorni dal sindaco che, intervistato dal quotidiano locale La Nuova, afferma:

A giorni firmerò l’ordinanza, come amministrazione siamo particolarmente sensibili ai temi dell’inquinamento, dei rifiuti spiaggiati e della plastica, argomenti che porterò anche alla Conferenza dei Sindaci dei Comuni del litorale veneto, dato che all’interno dell’assemblea sono stato delegato a occuparmi delle tematiche ambientali. Come sottolinea anche l’Unione Europea, posate, bastoncini cotonati, piatti, cannucce, miscelatori per bevande e bastoncini per palloncini, costituiscono il 70% dei rifiuti marini. Rifiuti che entrano nella catena alimentare finendo nelle nostre tavole e minacciando la nostra salute.

L’inquinamento marino da plastiche sarà sempre più uno dei temi centrali nelle discussioni su come preservare il nostro Pianeta. In questi giorni, grazie anche alla campagna sul tema di Legambiente, è stata presentata al consiglio regionale del Veneto una proposta di legge che dice stop alla plastica usa e getta e zero rifiuti in mare.

=> Leggi come l’Europa sta per dire addio alle plastiche monouso

Tra i vari punti si propone di prevenire l’utilizzo della plastica monouso collaborando con le Università e gli istituti di ricerca locali per trovare alternative; ridurre da subito l’uso di prodotti di plastica monouso, anche con incentivi basati su sistemi di cauzione/rimborso; sensibilizzare la popolazione con compagne informative nelle scuole e nelle città. Inoltre, di ridurre la dispersione di plastica in mare, collaborando con pescatori e parti interessate. Erika Baldin, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, firmataria della proposta regionale afferma:

Crediamo fermamente che si debba intervenire a livello regionale senza aspettare ulteriormente, perché si tratta di un’emergenza su cui il mondo è già in clamoroso ritardo. Entro il 2025 gli Stati membri dell’UE dovranno ridurre del 25% il consumo dei prodotti in plastica per i quali oggi non esistono alternative: scatole monouso per hamburger e panini e contenitori alimentari per frutta e verdura, dessert, gelati. Sempre entro il 2025 le bottiglie per bevande dovranno essere raccolte separatamente e riciclate al 90 per cento.

3 dicembre 2018
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