Progetto Plastic Sea Sweeper contro l’inquinamento del mare da materiali in plastica. A presentarlo durante Ecomondo 2016 è Castalia, che dal 1985 opera con una flotta specialistica antinquinamento per conto del Ministero dell’Ambiente (33 le aziende marittime raggruppate sotto la sua bandiera).

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Una lotta all’inquinamento marino che sarebbe sempre più accesa e che vedrebbe i materiali in plastica derivati dalle attività terrestri (trasportati dai fiumi fino al mare) incidere per oltre l’80% sul totale. A cominciare da quella che interessa il Mediterraneo: nel Mare Nostrum finiscono ogni giorno circa 731 tonnellate di rifiuti plastici. Tra i Paesi mediterranei più inquinanti al primo posto la Turchia, seguita da Spagna e Italia (secondo dati forniti dallo “UNEP/MAP Marine Litter Assessment in the Mediterranean, Report 2015″.

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Un’emergenza ambientale destinata a divenire più grave nei prossimi anni, con l’UNEP (United Nations Environment Programme) che ha affermato come tali quantitativi raddoppieranno entro il 2025. Un’allerta che minaccia non soltanto l’equilibrio dell’ecosistema marino, danneggiandone gli habitat e causando un incremento di mortalità per diverse specie animali, ma attraverso la catena alimentare anche la stessa sopravvivenza dell’uomo.

Proprio in questo quadro va ad agire il progetto Sea Sweeper (spazzino del mare), che attraverso un sistema di reti di nylon fisse e una flotta di imbarcazioni a pescaggio ridotto “Sea Hunter” si adopera per la raccolta di plastica “galleggiante o semiaffondata”. Il sistema non interferisce con il normale corso del fiume, del quale non limita né la portata e né la velocità.

L’utilizzo delle imbarcazioni “Sea Hunter” per la raccolta dei rifiuti accumulati nelle reti e per il riposizionamento delle stesse offre soluzioni “modulari” capaci di adattarsi alle differenti realtà e di operare anche in corrispondenza di acque basse.

11 novembre 2016
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