Il problema dello smaltimento dei rifiuti, soprattutto per materiali come la plastica è davvero annoso e problematico per il nostro pianeta. Basti pensare alla quantità di residui presenti negli oceani.

Una ricerca condotta dalla designer austriaca Katarina Unger, famosa per un progetto precedente relativo ad un incubatore per controsoffitto per insetti commestibili, con la collaborazione della designer Julia Kaisinger, con il parternariato dell’Università di Utrecht e i finanziamenti dalla Art Bio and Design Award, potrebbe contribuire a risolvere il problema. Si tratta di un incubatore di funghi eduli, in particolare delle specie Pleurotus ostreatus e Schizophyllum Comune, che attualmente è in forma di prototipo e che vede come particolarità la digestione da parte dei funghi di un certo quantitativo di rifiuti in plastica.

Queste due specie di funghi crescono di solito su legno e altri substrati vegetali in moltissime zone del mondo: Europa, Asia, Africa, Americhe e in Australia e hanno buone capacità nutritive. Il sistema denominato “Fungi Mutarium“, è costituito da un vivaio in cui i funghi vengono coltivati, da un cilindro in cui si inserisce la plastica che viene sterilizzata da raggi UV, che attivano anche i processi di degradazione e dalla campana in cui sono inseriti i “FU”, dei piccoli supporti in cui viene posto come substrato dell’agar, mescolata con amido e zucchero, che fa da nutrimento, insieme alla plastica, per i funghi.

Prima la plastica viene fatta sterilizzare, poi viene inserita nei “FU” nei quali viene inoculato, tramite una pipetta, il materiale prelevato dal vivaio. In due settimane il fungo è adulto e può essere consumato.

Oltre all’aspetto scientifico si aggiunge poi anche quello del design, infatti tutto il processo viene realizzato da una serie di utensili molto particolari, che vanno a completare il “kit” e che le progettiste vorrebbero lanciare verso la produzione commerciale, tramite una campagna di raccolta fondi con Kickstarter.

Lo scopo dell’operazione è quello di mettere la tecnologia al servizio delle nuove frontiere dell’alimentazione e dello smaltimento dei rifiuti, con una sperimentazione senza preconcetti o limiti che segue anche l’artisticità e la filosofia che sta nell’idea da sviluppare. Che diventi un giorno una realtà, beh questo è tutto da vedere.

15 dicembre 2014
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