Plastica: ftalati associati ad aumento rischio aborto

Gli ftalati sono sostanze chimiche usate nell’industria della plastica come additivi, in quanto ne migliorano la flessibilità e la modellabilità. Li ritroviamo però anche nel mondo della cosmesi, in alcuni tipi di vernice e non solo. Sono ritenuti tossici in particolare quelli a basso peso molecolare; ora uno studio li associa anche ad un aumento del rischio di aborto spontaneo in gravidanza.

La ricerca è stata realizzata in Cina, da Jianying Hu e Huan Shen dell’Università di Pechino e colleghi ed è stata pubblicata sulla rivista ACS Environmental Science & Technology. I ricercatori erano a conoscenza dei risultati di precedenti ricerche che indicavano come la salute di animali da laboratorio esposti per tempi prolungati anche a basse dosi di ftalati venisse compromessa.

Altre analisi effettuate per controllare la sicurezza negli ambienti di lavoro, rivelavano come le donne che per lavoro erano più esposte al contatto con queste sostanze, presentavano un maggior rischio di incorrere in aborto spontaneo al momento della gravidanza.

In quel momento non esistevano ancora studi epidemiologici che andassero ad indagare la salute delle donne esposte a ftalati nella loro vita quotidiana, per cui gli scienziati dell’Università di Pechino hanno deciso di eseguire un test su 300 donne in gravidanza, esposte non per cause legate al lavoro: 132 donne avevano avuto aborti spontanei e 172 donne incinte invece godevano di buona salute.

È stata trovata una correlazione tra perdita del feto e maggiori livelli di metaboliti degli ftalati presenti nelle urine, in particolare derivanti da dietilftalato (DEP), di-isobutil ftalato (DiBP) e di-n-butil ftalato (DnBP). La maggior frequenza di aborti avveniva tra le 5 e le 13 settimane di gravidanza.

Questo, specificano gli esperti, non indica una relazione causa-effetto, ma suggerisce delle interferenze da parte di queste tanto discusse sostanze, che merita gli opportuni approfondimenti.

3 settembre 2015
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