I rifiuti che inquinano gli oceani mettendo a rischio la fauna marina e la catena alimentare si trasformano in materiali innovativi per calzature ecofriendly. L’iniziativa è stata promossa da Adidas in collaborazione con l’associazione ambientalista Parley for the Oceans, impegnata da anni nella salvaguardia degli ecosistemi oceanici.

Adidas ha realizzato delle scarpe da ginnastica stampate in 3D composte dalla plastica e dal poliestere recuperati dai rifiuti marini e da vecchie reti da pesca. In occasione della COP21 svoltasi a Parigi nei giorni scorsi il noto marchio di abbigliamento e calzature sportive ha lanciato un appello importante al mondo industriale:

Possiamo ripensare il design dei nostri prodotti per ridurre l’inquinamento degli oceani messi a rischio dalla plastica.

Secondo la compagnia le industrie non devono più limitarsi ad aspettare le direttive dei leader dei governi:

Adidas è già passata all’azione formulando nuovi materiali sostenibili e innovativi destinati agli atleti. L’intersuola stampata in 3D realizzata con la plastica degli oceani dimostra che è possibile creare nuovi standard industriali.

Per ora le scarpe da ginnastica sostenibili stampate in 3D sono soltanto un concept. La tomaia è stata realizzata con la plastica recuperata dai rifiuti marini mentre l’intersuola, elemento cruciale delle scarpe sportive, è fatta di poliestere e reti da pesca riciclate.

Cyrill Gutsch fondatore di Parley for the Oceans si è detto entusiasta dell’impegno dell’Adidas contro l’inquinamento degli oceani:

Il 2015 è l’anno internazionale dedicato agli oceani. Proteggere la vita marina è diventato un obiettivo primario per le Nazioni Unite. È il momento giusto per trasformare le parole in azioni.

Il Gruppo Adidas si è impegnato a eliminare progressivamente l’utilizzo delle buste di plastica nei suoi negozi. In collaborazione con Coty l’azienda ha inoltre deciso di non impiegare più microsfere di plastica nei prodotti per la cura del corpo entro il 31 dicembre 2015.

Venti dipendenti dell’Adidas hanno seguito un corso di formazione sulla conservazione degli oceani e sono diventati ambiasciatori speciali della Parley for the Oceans. Nel mese di novembre il gruppo ha ripulito un tratto di costa dai detriti di plastica.

15 dicembre 2015
Fonte:
Lascia un commento