La pizza è il piatto preferito da molti italiani, ma non solo, è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. È un alimento sano che fa parte della Dieta Mediterranea e che fonda le sue radici nella storia del nostro Paese e nella sua tradizione culinaria.

Come la Dieta Mediterranea, iscritta nel 2010 nel patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO da parte del Comitato intergovernativo riunitosi a Nairobi, anche la pizza ora vorrebbe seguire lo stesso destino. La proposta viene dalla Fondazione UniVerde ed è stata formalizzata in una petizione su change.org lanciata in settembre 2014. Dopo esser stata presentata nelle città di Roma, Napoli, Milano e Londra è approdata ieri anche oltreoceano, a New York.

L’evento di presentazione si è svolto nel West Village alla presenza di Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde ed ex ministro dell’Ambiente, del presidente e dell’ad di Rossopomodoro, rispettivamente Franco Manna e Simone Falco, di Sergio Miccù, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, Antimo Caputo, amministratore delegato dell’Antico Molino Caputo e di Salvatore Cuomo, chef e ristoratore oltre che presidente della principale catena di pizzerie in Giappone.

La petizione arriva proprio in un Paese che adora il nostro prodotto, ma che è anche tra i primi posti per l'”italian sounding” che tanto danneggia il made in Italy. Dati recenti di Coldiretti indicano che questo fenomeno costa al Belpaese ben 300.000 posti di lavoro ed è arrivato, nel settore agroalimentare, a un valore di 60 miliardi di euro.

Lo scopo della petizione non è solo quello di dare valore a un prodotto sano e tipico radicato nella nostra cultura, ma anche quello appunto di tutelare un intero settore economico dai rischi della concorrenza a basso prezzo ma di bassa qualità e dalle dubbie garanzie riguardo ai metodi di produzione.

Dal 4 febbraio 2010 la pizza è riconosciuta come Specialità Tradizionale Garantita della Comunità Europea (STG), mentre un primo dossier di candidatura dell’Arte della Pizza al Segretariato del Patrimonio Culturale immateriale di Parigi era stato presentato il 26 marzo 2011 e da quel momento è in attesa di approvazione, perché nel frattempo le procedure sono state modificate e attualmente è possibile presentare un solo dossier ogni anno. Al momento la petizione è arrivata a quasi 30.000 sostenitori, per chi volesse aderire è possibile trovarla a questo link.

21 gennaio 2015
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