La pizza è una delle ricette italiane più famose nel mondo: è così diffusa che è anche uno dei prodotti gastronomici più esportati e copiati, tanto che dal 2009 l’Unione Europea ha concesso alla pizza napoletana “Margherita” e “Marinara” la denominazione di Specialità Tradizionale Garantita.

La pizza è a tutti gli effetti un impasto di farina grano tenero 00, acqua, lievito di birra e sale. La pasta che se ne ottiene deve essere lasciata riposare per 2 ore coperta da un panno umido. Trascorse queste due ore di lievitazione, la pasta deve essere lavorata ulteriormente, eventualmente divisa in panetti e fatta lievitare per altre 4-6 ore a temperatura ambiente.

Terminata anche la seconda fase di lievitazione la pasta dev’essere stesa, su un piano lavoro infarinato, in un disco sottile, sul quale prima della cottura andrà steso il pomodoro fresco e pelato della qualità San Marzano con l’aggiunta eventualmente di mozzarella olio, origano e basilico, per la preparazione della classica Margherita. Per ottenere una Marinara basterà evitare l’aggiunta del formaggio. Queste due pizze sono la base per la preparazione di tutti i gusti che una pizzeria offre.

Vediamo quali sono le caratteristiche nutrizionali della pizza e come consumarla nell’ambito di una dieta equilibrata.

Valori nutrizionali

La pizza è un alimento piuttosto calorico: una porzione da 100 g di pizza margherita apporta circa 270 kcal. Tuttavia, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, una pizza margherita di medie dimensioni pesa circa 280-300 g, quindi l’apporto calorico complessivo sale a 700 kcal. In pratica, una margherita apporta una quantità di energia pari a un intero pasto. Da ciò si deduce facilmente che l’aggiunta di altri ingredienti per la farcitura non fa che alzare l’apporto calorico.

La maggior parte delle calorie è fornita dai carboidrati, che rappresentano il 52% del peso, le proteine e i grassi sono il 5.6% e il 5.9% del peso rispettivamente.

La mozzarella e il pomodoro aggiungono alla pizza una discreta quantità di sali minerali, soprattutto calcio, fosforo e potassio. La pizza tuttavia è anche piuttosto ricca di sodio, una porzione da 100 ne contiene circa 770 mg ossia quasi il 50% della quantità giornaliera consentita per non incidere negativamente sul rischio cardiovascolare. Una pizza intera contiene già 2 grammi di sodio: ossia la quantità che L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non superare quotidianamente.

Come mangiare la pizza

Una pizza, meglio se margherita ovviamente, ha un apporto calorico sufficiente a soddisfare il fabbisogno di un pasto. L’apporto complessivo di carboidrati, grassi e proteine è completo, tuttavia manca di una quantità sufficiente di fibra alimentare.

Nelle giornate in cui cui si prevede di mangiare la pizza è meglio ricordarsi di gustare una porzione in più di frutta fresca a merenda, oppure ordinare la pizza e una porzione di insalata fresca.

La bevanda che più spesso viene abbinata alla pizza è la birra: una media apporta circa 200 kcal. Queste, più quelle della pizza margherita, fanno diventare il pasto – spesso serale – un po’ troppo calorico: 900 kcal sono un po’ eccessive, a meno che dopo la cena non sia prevista una lunga passeggiata.

Il dolce a fine pasto è ovviamente una possibilità da scartare, meglio pensare eventualmente a una macedonia al naturale in sostituzione della porzione di insalata fresca.

Per tutte le altre pizze farcite, meglio condividerle con un altro commensale: l’apporto nutrizionale di metà pizza riccamente farcita è più che sufficiente per un pasto.

5 gennaio 2016
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