Le aziende italiane lamentano da anni un’eccessiva pressione fiscale che limita la loro competitività sul mercato nazionale e internazionale e favorisce il ristagno della crescita e dell’occupazione. Se le tasse fossero però proporzionali al consumo di risorse, all’inquinamento prodotto invece che alla produttività e alla ricchezza?

La proposta è stata avanzata dal sottosegretario all’Econonomia Giovanni Legnini, con l’obiettivo di favorire una crescita sostenibile, finalizzata a ridurre lo spreco di energia e materie prime, diminuendo al contempo le tasse alle aziende virtuose che si convertono ai principi della Green Economy. L’idea di Legnini si può riassumere nel principio “Chi inquina di più, paga più tasse”. Come ha sottolineato il sottosegretario:

Una rimodulazione fiscale sui prodotti più inquinanti è coerente con le raccomandazioni della Commissione Europea di spostare gradualmente il prelievo dai fattori produttivi ai consumi ambientali. Questo per conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti e portare il sistema economico lungo un sentiero di sviluppo che faccia un uso meno intensivo delle fonti fossili.

Una sorta di fiscalità ambientale che aiuti il nostro Paese a risollevarsi dalla crisi economica e occupazionale. Senza aumentare l’impronta ambientale ed esporsi al rischio di sanzioni comunitarie, come ha tenuto a precisare lo stesso Legnini nel suo intervento:

La fiscalità ambientale si pone al centro del dibattito nel nostro Paese, da un lato per le raccomandazioni della commissione UE sull’utilizzo della riforma fiscale ecologica per il rilancio della crescita sostenibile, dall’altro per la proposta di modifica della direttiva comunitaria sulla tassazione dei prodotti energetici.

Nel corso delle audizioni alla Camera, nell’ambito della riunione delle Commissioni Industria e Ambiente, Legnini ha anche esposto i quattro principali obiettivi ambientali che verranno finanziati dai Fondi strutturali:

La transizione verso un’economia a basse emissioni di CO2, la promozione all’adattamento climatico, la tutela dell’ambiente e l’uso efficiente delle risorse, la promozione dei sistemi di trasporto sostenibili e le infrastrutture di rete.

18 giugno 2014
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