Un triste epilogo quello di un Chihuahua australiano, legato nei pressi della sua cuccia affinché non si allontanasse. Un pitone di oltre tre metri, infatti, si è avvicinato al suo giaciglio e l’ha ingoiato, senza che il cane potesse opporre resistenza data la catena che ne impediva l’allontanamento.

È raro che i serpenti attacchino i piccoli cani, a meno che non siano decisamente affamati, perché preferiscono piccoli mammiferi come topi o scoiattoli. In questa triste storia, però, l’occasione per il pitone non avrebbe potuto essere più vantaggiosa: un piccolo cagnolino legato, impossibilitato a scappare. Non un caso di maltrattamento da parte dei proprietari: pare che la donna che lo accudiva fosse solita legarlo per qualche ora al pomeriggio a una lunga catena, affinché potesse vagare in giardino, prendere un po’ di aria fresca, senza però scappare. Una necessità dovuta anche alla tipologia d’abitazione, che non prevede giardini recintati, bensì grandi spazi aperti vicini alla natura incontaminata.

È stata la proprietaria stessa ad accorgersi dell’incidente quando, recatasi alla cuccia per slegare il cane, ha trovato il grande pitone con la catena ancora penzolante dalle fauci. Verso la metà del suo lungo corpo un rigonfiamento, del tutto compatibile con quello del chihuahua.

Sue Ulyatt, membro del Wildlife Information Rescue And Education Service, ha spiegato come i cani – anche di piccole dimensioni – siano in grado di battere i serpenti in simili confronti, perché l’abbaiare spaventa l’avversario strisciante, che scappa impaurito. Questo è quindi un caso particolare, che non deve preoccupare troppo i proprietari di cani della zona:

È solo il secondo incidente di questo tipo che abbiamo avuto in 10 anni. Normalmente è il contrario: è il cane che vince sul serpente. […] Legare momentaneamente un cane nei pressi di un’area aperta e selvaggia è certamente responsabile, ma questo cane era troppo piccolo. Sarebbe stato meglio tenerlo in casa.

Il serpente è stato preso in carico dagli addetti della protezione animale, che provvederanno alla sua nuova immissione in natura. Secondo gli esperti, ci impiegherà all’incirca un mese per digerire completamente il povero Chihuahua.

17 marzo 2014
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