Le piste ciclabili milanesi irregolari per quasi i due terzi. Secondo il dossier raccolto dall’associazione ambientalista CicloMilano insieme con Fiab – Ciclobby e ACTL, per le biciclette nel capoluogo lombardo la vita sarebbe più “dura” del previsto nel 65% dei casi. Prendendo in considerazione non solo il fatto che rientrino nei limiti legali, ma anche la vera e propria “qualità” dei tratti, la percentuale giudicata soddisfacente scenderebbe ad appena il 20%.

Una situazione difficile per le biciclette a Milano, difficile da sostenere specialmente considerando che la metropoli ha sotoscritto la Carta di Bruxelles. Nel documento le città aderenti si impegnano a favorire un trasporto sulle due ruote a pedali pari almeno al 15%, riducendo al contempo le morti per i ciclisti di una percentuale non inferiore al 50% entro il 2020.


Tre in particolare le zone su cui intervenire segnalate dalle associazioni impegnate nella redazione del dossier: i quartieri Bicocca e Sarpi oltre alla zona dei viali delle Regioni. Secondo Marina Venderajme, presidente ACTL:

Gli interventi proposti da Ciclomilano nelle tre zone della città potranno garantire condizioni di comfort e sicurezza adeguati a chi si sposta in bicicletta favorendo l’utilizzo di questo mezzo e offriranno un maggiore benessere anche agli abitanti di questi quartieri. Promuovere la mobilità in bicicletta significa infatti ridurre la congestione stradale e le emissioni generate dalle auto. Se questi interventi saranno realizzati ci sarà un importante segnale di una città attenta alle esigenze dei suoi abitanti.

16 dicembre 2011
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