I piselli sono un diffuso ortaggio della dieta mediterranea, apprezzati in moltissime ricette della cucina italiana. Ma quali sono i consigli per coltivarne i propri esemplari, sia in un grande giardino che in balcone?

Prima di procedere nella trattazione, è doveroso sottolineare come esistano molteplici varietà di pisello, dalle caratteristiche estetiche e nutrizionali ben differenziate. Sebbene la coltivazione sia simile alla tipologia comune, potrebbero necessitare di cure specifiche: per questo motivo, è utile farsi consigliare dal proprio fornitore di semenze di fiducia.

Coltivazione piselli: cosa sapere prima di coltivare i piselli

Il Pisum sativum è una pianta erbacea a cadenza annuale: di origine mediterranea e asiatica, appartiene alla famiglia delle Fabaceae. Dalla natura rampicante, si caratterizza per un apparato radicale molto esteso, mentre il fusto è morbido, ramificato e può raggiungere anche i tre metri d’altezza a seconda della varietà. Le foglie sono normalmente di forma ovale e opposte a coppie, mentre il fiore è un singolare esemplare bianco. A scopo alimentare, si utilizzano i semi, contenuti nei riconoscibili baccelli. I piselli, come ampiamente noto, sono dei legumi e conservano, quindi, tutte le caratteristiche nutrizionali di questa famiglia.

Il pisello è una delle primissime piante coltivate dall’uomo: si stima fosse conosciuto già nel neolitico, anche se la più ampia diffusione avvenne qualche tempo più tardi in Asia. Ottenne grande successo nel Medio Evo, rappresentando una delle fonti primarie per l’alimentazione umana. Oggi i piselli sono disponibili in tutto il mondo: vengono coltivati nei climi temperati o, in alternativa, in serra. Inoltre, sono fra gli ortaggi che più di frequente vengono surgelati e consumati durante tutto il corso dell’anno.

Sebbene vi siano differenze da varietà a varietà, il pisello si adatta ai climi temperati, senza forti escursioni termiche. La pianta soffre infatti sia il gelo che l’eccessiva siccità, nonché i ristagni d’acqua. Per questo motivo, a seconda delle zone in cui si vive, serve pianificarne a fondo la posizione: pur amando l’esposizione diretta alla luce del sole, essenziale per la loro crescita, può essere necessario predisporre dei ripari nelle ore più calde della giornata, qualora già in primavera vi fossero delle temperature molto elevate.

Il terriccio di preferenza è molto variabile, poiché la pianta non ha in genere bisogno di cure particolari per poter crescere rigogliosa. In genere si preferisce un terreno morbido, arieggiato, altamente drenante e, se desiderato, anche concimato con prodotti organici oppure compost. Poiché le radici scendono in profondità nel terreno, a volte superando anche il metro di lunghezza, sarà utile un’opera di vangatura affinché le sostanze nutritive si distribuiscano in modo uniforme.

La semina dipende sempre dalle temperature della zona in cui si vive: dalla fine di febbraio per le località temperate e con primavera fresca, come in Italia, da settembre e per l’intero corso dell’autunno nelle altre. Non bisogna dimenticare come servano supporti e tralicci di fattura simile alle vigne, essendo il pisello naturalmente una pianta rampicante. Anche l’annaffiatura dipende dal luogo di crescita: qualora la zona fosse frequentemente interessata da fenomeni atmosferici, questi potrebbero essere sufficienti a soddisfare tutte le necessità della pianta. In caso contrario, si procede quando il terreno risulta secco e arido. Non bisogna però esagerare con le dosi, poiché la pianta non sopporta i ristagni d’acqua.

Coltivazione dei piselli in vaso e in orto

Il pisello è uno degli ortaggi più semplici da coltivare, poiché non presenta richieste particolari di cura. Di norma, tuttavia, si preferisce la terra piena dell’orto al vaso, poiché richiede un sufficiente spazio per lo sviluppo dell’apparato radicale in profondità. Senza troppe pretese, e per raccolti tutto sommato modesti, l’opzione del vaso o del balcone non è comunque da escludersi.

Il contenitore dovrà essere di adeguate dimensioni, possibilmente mediamente alto. Si predispone sul fondo un letto di ghiaia o cocci per favorire il deflusso dell’acqua, quindi si riempie con terriccio morbido e arieggiato, adeguatamente mescolato con compost. Se si preferisse il giardino, invece, come già spiegato sarà utile un’opera di zappatura. Normalmente la semina avviene per solchi paralleli, opportunamente distanziati e dotati di pali d’appoggio verticale. In ogni solco tracciato si distribuiranno circa 15-20 grammi di semi ogni metro quadro, ricoperti con pochi centimetri di terreno. I primi germogli spuntano dopo poche settimane, mentre il raccolto dei baccelli può avvenire dopo i tre mesi o, comunque, quando al tatto risulteranno sufficientemente resistenti e compatti. La sensazione tattile, inoltre, permetterà di saggiare preventivamente il grado di maturazione dei piselli al loro interno.

Durante la crescita, non saranno necessari particolari interventi di concimazione, se non un’eventuale potatura per esemplari troppo rigogliosi e la pacciamatura del terreno – con foglie, paglia o tessuti da giardino – per i periodi più freddi dell’anno. Tra i problemi che la pianta potrebbe incontrare, gli afidi, alcune varietà di mosche e roditori.

4 aprile 2015
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