Pipistrello: razze, alimentazione e diffusione

I pipistrelli, noti come chirotteri, sono mammiferi placentati il cui termine scientifico rimanda al greco, cioè “mano alata”, riferito alle singolari ali in dotazione. Il loro è un gruppo molto corposo, secondo solo a quello dei roditori, con due sottordini distinguibili per il formato: macro a micro. I chirotteri sono gli unici mammiferi in grado di volare, grazie a uno sviluppo particolare dell’arto superiore, dove le ossa si sono allungate in modo incisivo così da creare questa ala perfetta.

Caratteristiche

Il pipistrello possiede una corporatura curiosa, caratterizzata da una coppia di ali uniche nel loro genere. Il corpo è tendenzialmente ricoperto da una pelliccia folta, tranne alcune specie, con attaccature alari diverse in base alla famiglia di appartenenza. Muso e orecchie possono cambiare a seconda della specie e delle esigenze esistenziali. Oltre a possedere una forte dentatura e una struttura ossea particolare, proprio per la singolare apertura alare, i pipistrelli possono contare sulla presenza di un sesto senso. Proprio grazie a questa caratteristica sono in grado di muoversi di notte, cacciando le prede anche nel buio più completo. Questo sesto senso, noto come ecolocalizzazione, funziona come un sonar: il pipistrello emette ultrasuoni brevi e ne analizza la risposta da parte dell’ambiente. I fasci di suoni di alta frequenza tecnicamente impattano contro ciò che incontrano nello spazio circostante e, in base alla tempistica dell’eco di ritorno, posso stabilire la distanza e la presenza di prede.

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Tipologie e razze

Pipistrello

Secondo uno studio del 1891, i pipistrelli si dividono in due grosse famiglie, Megachirotteri e Microchirotteri, differenti per alcune particolarità fisiche quindi per una maggiore capacità visiva le prime e una per la ecolocazione le seconde. I megachirotteri comprendono un sottordine noto come Pteropodidae, mentre i microchirotteri sono suddivisi a loro volta in molti sottogruppi. Una classificazione recente del 2001, con studi genetici, invece divide i pipistrelli in Pteropodiformi con 190 famiglie e in Vespertilioniformi con 480 famiglie.

Alimentazione

L’alimentazione dei pipistrelli è molto varia: possono mangiare frutta, nettare, carne e pesce fino a succhiare il sangue di altri animali. Le abitudini alimentari consentono una divisione delle famiglie in sei gruppi: insettivori, frugivori, quindi nettarinivori ghiotti di polline e nettare, carnivori, pescivori ed ematofagi, cioè dediti alla suzione del sangue.

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Diffusione e riproduzione

Pipistrello

Diffusi praticamente ovunque, trovano la maggiore concentrazione nelle aree tropicali, mentre sono assenti negli spazi più remoti e polari. Sono animali adattabili anche se non amano l’alta quota, ma sono presenti ovunque anche nelle aree urbane. Prediligono spazi protetti, come le grotte, dove si rifugiano per uscire solo durante le ore notturne. Solitamente le femmine partoriscono un piccolo all’anno e, vista la coabitazione in grandi gruppi, la collaborazione per la cura dei cuccioli è molto presente tra simili e anche da parte dei maschi. Sono facili prede di molti animali e il più temibile è l’uomo, che ne sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza. eppure il pipistrello è fondamentale perché diminuisce la diffusione di insetti dannosi e favorisce l’impollinazione dei fiori.

Curiosità

L’usanza di alcune specie di cibarsi di sangue, in tandem con le abitudini notturne, ha travisato il loro ruolo nell’immaginario comune, associando la loro figura a quella del Diavolo, al regno delle tenebre e al conte Dracula. Temuti e odiati, in realtà sono mammiferi utilissimi per la salute dell’ambiente, piuttosto longevi grazie a un sistema immunitario forte, sono in grado di vivere in grosse comunità cooperando tra loro. Nonostante le dicerie, non si attaccano volontariamente ai capelli, anche con un volo basso e nervoso.

19 ottobre 2018
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