Il pipistrello rientra nel gruppo ben nutrito dei chirotteri, ovvero mammiferi placentati presenti in numero elevato e secondi solo ai roditori. Il termine rimanda alla particolarità della zampa alata, mentre il nome pipistrello proviene dal latino e alle abitudini notturne di questi animali. La caratteristica del gruppo è data dalla presenza di questi particolari mammiferi, unici in assoluto in grado di volare. Il formato delle ali varia in base alla grandezza dell’animale, e nasce da una modifica degli arti superiori dove l’avambraccio, le ossa metacarpali e le falangi della mano subiscono un notevole allungamento.

Tendenzialmente amano vivere in branco al riparo di grotte e anfratti, ma anche nella fitta vegetazione, cosa che permette loro di sopravvivere nascondendosi dai predatori. L’appartenenza a una grande colonia permette a questi mammiferi di conservare il calore di notte, durante la quale riposano a testa in giù dividendo il tempo tra il sonno e la pulizia personale. Alcune specie amano vivere in gruppi più piccoli oppure condurre un’esistenza maggiormente solitaria, ma se inattivi possono ridurre le funzioni vitali diminuendo la temperatura corporea. Di norma preferiscono migrare in luoghi più caldi.

Utilizzano l’ecolocalizzazione per muoversi, spostarsi e individuare le prede. Ma l’utilizzo delle frequenze è parte del linguaggio dei pipistrelli, che sfruttano per comunicare i loro stati d’animo.

Pipistrello e domesticazione

A dispetto delle leggende che lo inseguono da sempre, il pipistrello è un mammifero molto utile, in grado di proteggere l’uomo dalla presenza di molti insetti anche nocivi. Riesce a ingurgitare una media di 2.000 zanzare a notte, ma in alcune zone tropicali può svolgere un ruolo fondamentale di impollinazione. Questi animali amano gli insetti, di cui si nutrono anche in volo, ma alcune specie sono ghiotte di frutta e nettare. Una parte si ciba di piccoli mammiferi e pesci, mentre un gruppo ristretto si nutre del sangue delle sue vittime. Questo ha permesso la diffusione delle leggende legate al loro ruolo come vampiri notturni, ma il realtà la pratica permetterebbe la diffusione di molte malattie in alcune aree. Come ad esempio la rabbia ma anche l’Ebola, isolata recentemente in tre specie africane identificate come portatori sani.

La diffusione del pipistrello è equilibrata lungo il globo terrestre: la specie nostrana predilige insetti e, in particolare, zanzare. Per questo la sua presenza in giardino, oppure accanto alla casa, è una vera e propria benedizione, perché in grado di assumere ogni notte l’equivalente in zanzare della metà del proprio peso. Sono considerati un bene indisponibile dello Stato, quindi non si possono acquistare, vendere e principalmente ingabbiare. L’unico modo per convivere con loro è quello di ospitarli virtualmente grazie alla presenza di una bat-box, ovvero una scatola di legno reperibile in commercio, dove i chirotteri possano ripararsi in caso in necessità. In modo autonomo potranno decidere se accettare l’invito, colonizzare il box e stabilirsi magari per proliferare. La tana può essere appesa al muro esterno dell’abitazione oppure a un albero, il pipistrello non richiede particolari attenzioni perché autonomo. Ma in caso di caduta di un piccolo dal nido è importante far intervenire il centro faunistico più vicino. Nel frattempo, per un primo soccorso, si può raccogliere il piccolo indossando guanti da lavoro resistenti. Lo si può imboccare con una siringa senza ago somministrando dell’acqua e tenendolo a testa in giù, ma riponendolo in una scatola di cartone areata con un panno all’interno, da posizionare in un luogo tranquillo.

26 agosto 2016
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