Il tanto temuto pipistrello, animale notturno e misterioso, è parte integrante della famiglia dei chirotteri, ovvero mammiferi placentati piuttosto diffusi. Questa categoria particolare comprende gli esemplari vivipari però muniti di placenta, dentro la quale crescere il piccolo embrione nei primi stadi di vita. Il termine chirottero ha origini antiche ed è l’unione di due parole greche, che definisco la particolare zampa alata del pipistrello. Inoltre l’animale è il solo mammifero in grado di volare, caratteristica che lo rende davvero unico. Il formato delle ali varia in base alla grandezza dell’esemplare, deriva da una modifica degli arti superiori dove l’avambraccio, le ossa metacarpali e le falangi della mano subiscono un notevole allungamento.

A dispetto della sua nomea, che lo vuole animale cupo, sanguinario, succhia sangue, il pipistrello è un esemplare davvero molto importante. Perché è in grado di proteggere l’ambiente e l’uomo dall’azione di insetti di vario tipo che possono risultare dannosi. Può ingurgitare anche duemila zanzare a notte e, nei tropici, svolge il ruolo di singolare impollinatore. È un animale sociale, vive in branchi copiosi, dentro grotte e spazi coperti e tendenzialmente bui. La massiccia presenza permette a questi mammiferi di conservare il calore corporeo. Il gruppo coopera e interagisce per il bene comune. Gli spostamenti, invece, sono condizionati dall’ecolocalizzazione mentre per comunicare utilizzano le frequenze.

Pipistrello e capelli

Una delle paure più grandi è la possibilità, piuttosto remota, che un pipistrello si incastri nei capelli di una persona. È un’immagine condizionata dalle leggende popolari e dalla tradizione, che vuole questi animali sanguinari e aggressivi. Ma tutto ciò è falso, perché un pipistrello difficilmente potrà ancorarsi alla capigliatura, nonostante la sua naturale cecità data dalla vita notturna. Come anticipato, si muove grazie alla ecolicalizzazione che, attraverso un invio e una ricezione di ultrasuoni, gli permette di individuare presenze, corpi e oggetti all’interno dello spazio. Ma agitarsi, muoversi in modo scoordinato e caotico, crea confusione nel pipistrello che non riesce più a ricevere gli input nel modo corretto. Questo può favorire un impatto con il corpo della persona presente e, se la capigliatura è folta, un contatto anche con i capelli.

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Se ciò dovesse accadere è importante non farsi prendere dal panico o urlare, ne colpire la testa con oggetti. Il pipistrello, a sua volta, sarà disorientato e turbato dall’impatto. È importante agire con calma, magari indossando o facendo indossare dei guanti a chi potrà rendersi utile. Un’accortezza necessaria per districarlo dai capelli, senza spaventarlo e senza conseguenze di sorta. L’animaletto potrebbe reagire in malo modo, perché spaventato, il guanto potrebbe risultare perciò molto utile. Non è indispensabile tagliare i capelli e l’urina dell’animale non favorirà nessuna caduta: queste sono leggende popolari. Ma dopo averlo liberato con pazienza è bene controllare che non sia ferito dall’impatto, quindi con tranquillità si può accompagnare il piccolo fuori dall’abitazione rilasciandolo definitivamente. In caso di incidente è importante condurlo presso un veterinario di fiducia, magari introducendolo in una scatola di scarpe forata e contenente un panno morbido. Il contatto non favorirà la trasmissione di malattie, parassiti o infezioni di sorta.

18 ottobre 2016
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