Pino mugo: proprietà e benefici

Con il ritorno delle stagioni più fredde, e dei tipici malanni connessi ad autunno e inverno, si sente più spesso parlare del pino mugo come valido rimedio naturale. La pianta, diffusa in molte zone d’Europa, è infatti nota per il suo efficace olio essenziale, indicato non solo per liberare le prime vie respiratorie, ma anche come alleato di bellezza e per tonificare il corpo. Ma quali sono le sue proprietà e i benefici, nonché le controindicazioni?

Prima di cominciare, è bene sottolineare come i rimedi naturali debbano essere scelti per piccole problematiche, sempre dopo aver vagliato il consiglio del proprio medico. Alcuni sintomi, infatti, richiedono un attento controllo da parte di personale qualificato. Ancora, è bene vagliare eventuali intolleranze o controindicazioni, ad esempio in caso di patologie pregresse e l’assunzione di farmaci con cui il rimedio potrebbe interagire. Le informazioni di seguito riportate hanno perciò un carattere generico.

Pino mugo: descrizione e caratteristiche

Pino mugo

Il Pinus mugo – conosciuto come pino mugo o, più semplicemente, come mugo – è un arbusto cespuglioso appartenente alla famiglia delle Pinaceae. Diffuso in ampie zone dell’Europa, in particolare sulle Alpi orientali, questa pianta si avvicina molto al pino silvestre, tanto che spesso viene confuso con quest’ultima varietà. Cresce tra i 1.500 e i 2.700 metri sul livello del mare, data la sua grande adattabilità al freddo, e molto spesso nelle zone montane più elevate è l’unica varietà sempreverde disponibile.

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La pianta si caratterizza per un aspetto cespuglioso, con rami ascendenti ricoperti di aghi tipici degli abeti, il tutto con altezze variabili. Lo sviluppo del pino mugo, infatti, dipende molto dal clima della zona in cui viene ospitato, nonché dall’altitudine: può quindi essere basso e tondo o, ancora, raggiungere anche altezze elevate e forme affusolate, facilmente confondibili con il profilo del pioppo. Elemento che lo differenza da altre varietà è la capacità di sviluppare rametti anche a livello del terreno, una strategia d’adattamento contro il vento, affinché le correnti delle zone montane non provochino la caduta degli alberi.

Il pino mugo, oltre che come pianta spontanea e tipica delle zone alpine, è conosciuto sin da tempi antichi per il suo uso officinale. Dai suoi rami, in particolare da quelli più giovani, si estrae infatti un olio essenziale, detto anche olio essenziale di mugulio. Le applicazioni sono le più disparate, anche se il prodotto è soprattutto noto per il trattamento dei comuni disturbi invernali.

Pino mugo: le proprietà

Raffreddore

Il pino mugo è solitamente disponibile, nell’ambito dei rimedi naturali, sotto forma di olio essenziale o come ingrediente per altri preparati. Abbastanza diffusa è la sua presenza in caramelle alle erbe, un modo veloce per fornire immediato sollievo per i problemi di gola tipici dei periodi freddi.

Sembra che l’olio essenziale ricavato dalla pianta possa contare su ottime proprietà antisettiche e mucolitiche e, proprio per questa ragione, l’impiego più diffuso è per la gestione dei comuni malanni dell’inverno. Può essere d’aiuto per decongestionare il naso a seguito di un raffreddore, ad esempio, solitamente tramite fumenti e suffumigi ma anche tramite caramelle, spray e altri prodotti presenti sul mercato.

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Il pino mugo, però, è noto anche per le sue proprietà tonificanti e rinfrescanti, non a caso sul mercato esistono numerosi unguenti da utilizzare per massaggiare i muscoli prima di una prestazione sportiva o, ancora, per portare sollievo alle gambe stanche dopo una giornata d’intenso lavoro. Non ultimo, l’olio essenziale può essere impiegato per un bagno caldo rilassante, in sostituzione di sali o profumi per acqua. Non ultimo, nelle zone d’origine la pianta viene anche scelta per alcune preparazioni alimentari: nota è la grappa aromatizzata al pino mugo del Trentino, ma anche liquori, zuccherini e molto altro ancora.

Come già accennato, prima di ricorrere al pino mugo è necessario vagliare intolleranze personali e controindicazioni, anche con l’aiuto del medico. Di norma, il campo di riferimento è simile a quello del pino silvestre: per alcuni individui può risultare irritante per le prime vie respiratorie, mentre non dovrebbe essere impiegato per la gestione di patologie croniche delle stesse. Il parere dello specialista, perciò, è imprescindibile.

9 settembre 2018
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