I mutamenti nel clima minacciano l’esistenza dei Pinguini Imperatore. Lo scioglimento dei ghiacciai dell’Antartico sta riducendo sempre più l’habitat di questo animale, le cui previsioni di sopravvivenza peggioreranno con il passare del tempo. Ad essere minacciato è soprattutto il potenziale riproduttivo, che potrebbe essere ridotto dell’80% entro il 2100.

Cambiamenti del clima che rischiano di pregiudicare l’esistenza di questi animali secondo il rapporto realizzato dalla Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI) e dal National Center for Atmospheric Research (NCAR) e pubblicato sulla rivista Global Change Biology. Secondo quanto affermato da Stephanie Jenouvrier, biologa della WHOI:

Le nostre migliori previsioni sono comprese tra le 500 e le 600 coppie con potenziale di nidificazione stimate per il 2100. Attualmente questo numero si aggira intorno a 3.000.

Pur essendo i Pinguini Imperatore la specie più grande al mondo con un’altezza superiore al metro, sono purtroppo estremamente esposti agli effetti dei mutamenti nel clima. Lo scioglimento dei ghiacciai avrà importanti ripercussioni sulle scorte di cibo e sui loro ritmi riproduttivi. Venti i modelli presi in esame per analizzarne le possibilità future, con stime che parlano generalmente di una graduale diminuzione fino al 2040. Dopo quella data si assisterà ad un vero e proprio crollo della popolazione.

La ricerca è stata condotta da biologi e climatologi nella regione denominata Terre Adélie, dove scienziati francesi hanno tenuto sotto osservazione la popolazione dei pinguini per 50 anni. Netta la riduzione della colonia locale, mentre ancora peggio è purtroppo andata a quella di Dion Islets, dichiarata estinta.

Gli ultimi residui scampoli di ottimismo sono legati ad eventuali possibili margini di adattamento di questa specie alla nuova situazione climatica che si verrà a creare. Le conclusioni dei ricercatori sono però al momento piuttosto negative: se non si arginerà il riscaldamento globale e lo scioglimento dell’Antartide, per i Pinguini Imperatore il futuro sarà decisamente meno sorridente.

22 giugno 2012
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