Il pinguino crestato, o pinguino crestato maggiore, è parte integrante della famiglia degli Spheniscidae, comunemente definiti pinguini. Tipico della Nuova Zelanda, è caratterizzato da due ciuffi laterali biondi, che mette in bella mostra solo durante il periodo del corteggiamento. Mentre per il resto dell’anno i ciuffi sono ripiegati lateralmente. Questa particolare acconciatura, piuttosto sgargiante, gli serve per accattivarsi le simpatie delle femmine, catalizzando la loro attenzione. Ciò lo porta ad accoppiarsi almeno una volta l’anno, ma essendo un esemplare molto fedele, dirotta tutte le sue arti e il suo look particolare verso le grazie della fidanzata dell’anno precedente. Portando avanti così il rapporto a due per la creazione di una nuova famiglia.

Il pinguino è un uccello che ama cibarsi di crostacei e molluschi marini, vista la sua predilezione per gli habitat attigui al mare. Infatti, a differenza dei parenti più prossimi della stessa famiglia, i pinguini crestati rifuggono dai ghiacci antartici, prediligendo l’oceano e il mare aperto. Per circa sei mesi si assentano dalla terra ferma, nuotando ininterrottamente in modo rapido e vagando per quasi due milioni di chilometri quadrati solo per cercare cibo. Un percorso lungo, faticoso, estenuante con un effettivo dispendio energetico compensato dal cibo che riescono a recuperare durante il tragitto.

Il mistero delle due uova

Una volta tornato a terra, il pinguino crestato depone un primo uovo, seguito a breve tempo di distanza da un secondo. Ciò che colpisce è il formato delle due produzioni, una molto piccola e una molto grande. Durante la cova delle due uova maschio e femmina si alternano nei compiti, ma quasi sempre il primo prodotto viene buttato fuori dal nido, oppure la femmina si rifiuta di covarlo. Nel caso ipotetico l’uovo più piccolo riuscisse a superare il percorso, fino a schiudersi, ad avere la peggio sarebbe comunque il piccolo nato, che verrebbe comunque rifiutato e scacciato. Per tanti anni gli studiosi hanno cercato di trovare una risposta a questo singolare e crudele comportamento, probabile figlio della selezione naturale.

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Alcuni scienziati hanno sempre creduto che la doppia cova servisse a depistare i predatori, oppure e definire l’appartenenza a un nido specifico. Ma nel 1990 Tony Williams, della Simon Fraser University, ha svelato l’arcano analizzando il comportamento di svariati esemplari della stessa specie. Durante il viaggio in mare la femmina inizia il procedimento di creazione e gestazione dell’uovo, ma viste le energie impiegate nel percorso si limita alla formazione del tuorlo. Una volta giunta sulla terraferma, completa la gestazione deponendo il primo prodotto, molto piccolo e dal formato ridotto. Per il secondo le forze e le energie impiegate risultano ampiamente maggiori, quindi il formato ne guadagna. Le attenzioni si concentreranno perciò sul secondo prodotto, a discapito del primo uovo. All’interno dell’intera famiglia dei pinguini solo il crestato vive per così a lungo in mare, per questo è costretto a una doppia produzione di uova. Con due proposte: una prima più debole e dalle dimensioni ridotte, una seconda più grande, forte e destinata a sopravvivere perpetrando il percorso di famiglia.

20 ottobre 2016
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