Pimpinella: proprietà e ricette

La Pimpinella anisum è una pianta appartenente alla famiglia delle Ombrellifere ed è riconosciuta come una delle più antiche piante medicinali. Si tratta di una varietà erbacea annuale, che raggiunge un’altezza di 30-50 cm e cresce spontanea nei Paesi a est del Mediterraneo, Asia occidentale, Medio Oriente, Messico, Egitto e Spagna. La pimpinella viene principalmente coltivata per il suo frutto, l’anice, raccolto nei mesi di agosto e settembre.

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Gli anici vengono impiegati soprattutto per l’estrazione dell’olio essenziale: ne contengono una quantità che va dall’1.5 al 5% in peso. A questo derivato dei frutti si riconoscono proprietà aromatiche, digestive, carminative e antispastiche sulla muscolatura gastrointestinale. Secondo alcuni dati, il consumo di anice nelle donne che allattano favorisce la produzione di latte e allevia le eventuali coliche neonatali. La pimpinella è una pianta interessante anche per l’industria alimentare, dove l’anice è usato come aroma e agente aromatico per gelati, caramelle e dolci.

Usi tradizionali della pimpinella

Sin dai tempi antichi, questa varietà è stata usata come pianta medicinale, ma anche come spezia e alimento. Il primo riferimento storico alla pimpinella risale al 1550 a.C. in un papiro egizio. Il suo uso nella cultura greca e romana era abituale. Lo scrittore greco Plinio riferisce dell’importanza di masticare i suoi frutti per eliminare l’alito cattivo, nonché suggeriva di posizionare la pianta vicino al letto per promuovere il buon riposo. I romani impiegavano la pimpinella nella preparazione di un pane, noto come “mustaceum”, servito tipicamente alla fine dei pasti per facilitare la digestione. Inoltre la usavano abitualmente per migliorare la digestione o per aumentare l’appetito.

Composizione

L’olio essenziale che si estrae dai frutti è costituito principalmente da anetolo ed estragolo. Contiene inoltre fino all’8-11% di acidi grassi, soprattutto palmitico e oleico, il 4% circa di carboidrati e il 18% proteine. Nell’olio estratto dai semi della pianta è stata dimostrata anche la presenza di eugenolo, estragolo, cumarine, estrogeni e idrocarburi terpenici. Alcuni studi suggeriscono una variazione della composizione dell’olio essenziale di Pimpinella anisum in relazione all’area geografica di provenienza.

Proprietà

Essential oils

Gli studi in ambito farmacologico sulla pimpinella – che, come già detto, è da molti secoli impiegata come pianta medicinale – sono stati effettuati sugli estratti e sull’olio essenziale. Nel complesso sono stati rilevati effetti antifungini, antivirali, antiossidanti e anche insetticidi dell’anice. I risultati hanno anche rivelato che potrebbe favorire la protezione gastrica, il rilassamento muscolare e influenzare positivamente il processo digestivo.

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Nei pazienti diabetici ha effetti ipoglicemici e sul metabolismo dei lipidi. Inoltre, i semi di anice hanno mostrato una certa attività anticonvulsiva. L’anice ha anche effetti benefici in caso di interruzione del ciclo mestruale, la dismenorrea, e sul miglioramento delle vampate di calore in menopausa. A causa dell’ampio spettro di effetti farmacologici di questa pianta e di pochissimi studi clinici, si tratta di indicazioni, non di risultati consolidati.

Uso nelle ricette

Pasta

L’anice è una spezia molto nota in cucina, inoltre le foglie e gli steli più teneri, lessati e conditi, hanno gusto gradevole e interessanti qualità nutrizionali come alto contenuto di potassio, calcio e sostanze antiossidanti.
Una volta pulite e lessate, le foglie e gli steli sono ottimi:

  • per farcire una torta salata una volta mescolati con ricotta, parmigiano o pecorino;
  • per condire la pasta o gli gnocchi di patate dopo averli triturati e saltati in padella con poco olio extravergine di oliva e datterini;
  • come ripieno per cannelloni e ravoli;
  • per farcire piadine e focacce;
  • come contorno caldo, anche in aggiunta ad altre erbette di campo.

3 maggio 2018
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I vostri commenti
Francesca Antonucci, martedì 8 maggio 2018 alle12:36 ha scritto: rispondi »

Ciao Vittoria. La tua domanda è giusta, infatti la raccolta di tutte le piante è riservata a chi le conosce bene. Il "fai da te" è sconsigliato.

VITTORIA , giovedì 3 maggio 2018 alle21:41 ha scritto: rispondi »

Ma se mi sbaglio e invce della pimpinella prendo qualche erba velenosa?

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