Controlli serrati da parte dei NAS contro la vendita di medicinali fuori legge utilizzati per dimagrire. A darne notizia il Ministero della Salute diretto da Beatrice Lorenzin, che fa sapere in una nota come siano stati passati al setaccio oltre 840 farmacie e più di 75 studi medici.

Al centro dei controlli operati dai NAS la presenza nelle pillole dimagranti vendute di principi attivi destinati per legge ad altro utilizzo (ad esempio per il trattamento di ansia, depressione, raffreddore o diabete). Nel mirino medici e farmacisti, i primi per la prescizione dei prodotti farmaceutici non a norma di legge, i secondi per la realizzazione, come si legge nella nota diffusa dal Ministero della Salute, di:

Preparazioni magistrali contenenti i seguenti principi attivi, utilizzati a scopo dimagrante: fenilpropanolamina/norefedrina, pseudoefedrina, triac, clorazepato, fluoxetina, furosemide, metformina, bupropione, topiramato ed efedrina.

Queste sostanze, autorizzate per diverse indicazioni terapeutiche (come: trattamento di ansia, depressione, diabete, raffreddore, ipertensione), venivano impropriamente utilizzate e prescritte in preparazioni galeniche a scopo dimagrante, per finalità meramente estetiche.

Sequestrati durante i controlli 1.200 grammi di principi attivi. Come si legge nella nota del ministero i NAS hanno proceduto anche:

Alla contestazione di 49 violazioni al codice penale, anche per commercio e somministrazione di medicinali guasti e imperfetti, nonché alla segnalazione di 29 trasgressori alle competenti autorità giudiziarie.

Un’allerta derivata dai possibili rischi per la salute che tali assunzioni comportano, soprattutto considerata l’assenza di foglietti illustrativi in grado di orientare il consumatore nella somministrazione. Pericoli derivati in modo particolare, conclude il Ministero della Salute, dall’associazione di più principi attivi nello stesso preparato. Un rischio evidenziato dalle “valutazioni tecnico-scientifiche” fornite dall’Agenzia Italiana del Farmaco, che ha esaminato un rapporto diffuso dalla Rete Nazionale di Farmacovigilanza:

Dall’istruttoria dell’Agenzia è emerso che alcune di tali sostanze hanno un rapporto beneficio-rischio sfavorevole e sono pericolose per i soggetti che ne fanno uso. Il rischio che insorgano reazioni avverse aumenta, poi, in relazione al numero di principi attivi associati nella preparazione.

16 febbraio 2016
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