Valutare benefici e controindicazioni specifiche può rappresentare uno dei primi passi per avvicinarsi al Pilates Matwork. Questo metodo di esercizio fa chiaramente riferimento all’insieme di tecniche elaborate nel corso del ‘900 da Joseph Hubertus Pilates, da lui codificate all’interno di volumi come ad esempio “Return to life through contrology”.

Quello che va innanzitutto chiarito è che il Pilates Matwork non rappresenta una differente scuola o qualcosa che segna in qualche modo una rottura con il Metodo Pilates nel suo complesso. Tale sistema ha come semplice caratteristica l’avere come unica necessità quella di un tappetino, un “Mat” appunto, su cui eseguire degli esercizi a corpo libero.

La sua ideazione risultò funzionale a Joseph Hubertus Pilates in quanto gli permise di assegnare ai propri allievi degli esercizi ulteriori, che non necessitassero dei macchinari da lui realizzati. Tecniche che potessero quindi essere messe in pratica a casa come integrazione dell’allenamento svolto presso il suo studio.

Benefici

I benefici che si ottengono praticando il Pilates Matwork sono principalmente orientati al miglioramento della condizione muscolare e della postura a protezione della colonna vertebrale. A migliorare è in generale l’equilibrio del corpo in relazione al baricentro.

Quattro i vantaggi “visibili” che possono essere ottenuti con il Pilates Matwork: ventre piatto e addominali scolpiti, tonificazione muscolare, rafforzamento del fisico e correzione della postura. Si tratta di esercizi che si rivelano utili in particolare per chi soffre spesso di mal di schiena.

Si acquisiscono poi una maggiore coordinazione dei movimenti del corpo e si accresce il proprio senso di equilibrio. Ai vantaggi fisici si accompagnano infine quelli mentali, con un’efficace riduzione di ansia e stress, e l’aumento della capacità di concentrazione.

Controindicazioni

Una delle controindicazioni principali di questo metodo di allenamento è proprio uno dei suoi punti di forza, ovvero la possibilità di praticare il Pilates Matwork in autonomia. La mancata necessità di macchinari espone i praticanti ai potenziali rischi legati a una cattiva esecuzione degli esercizi. Questo ovviamente è valido soprattutto per la pratica domestica senza la supervisione di un insegnante, in grado di correggere eventuali errori di esecuzione o di postura durante l’esercizio.

Nonostante si riveli utile per taluni casi di mal di schiena, in presenza di ernie, discopatie o patologie similari è bene consultare il proprio medico curante prima di esporsi al rischio di un aggravamento o di ulteriori problematiche.

Occorre inoltre non chiedere troppo a quelle che sono le proprie condizioni fisiche attuali, ma ricordarsi sempre che è la mente nel Pilates a guidare il corpo verso il miglioramento desiderato. Prestare infine attenzione anche nel caso di gravidanza, soprattutto se con fattori di rischio, patologie epatiche o debilitanti. Anche in questo caso si raccomanda un consulto con il proprio medico.

30 marzo 2016
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