Pignorabilità degli animali domestici: la petizione online ottiene un buon riscontro e interviene il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, favorevole all’eliminazione di questa possibilità. Qualora la questione trovasse modifica nel Codice di Procedura Civile, cani e gatti non verrebbero più considerati come “beni mobili”, bensì come esseri senzienti, pertanto impignorabili.

Il tutto ha inizio qualche giorno fa, con la pubblicazione sulla piattaforma Change.org della petizione #giùlezampe, già sottoscritta da oltre 100.000 utenti. Promossa da Tessa Gelisio, nota conduttrice televisiva nonché presidente di ForPlanet Onlus, con il patrocinio della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, l’iniziativa mira a inserire cani, gatti e gli animali domestici fra i beni impignorabili dell’articolo 514 del Codice di Procedura Civile.

Il nostro obiettivo è quello di cambiare l’articolo 514 del Codice di Procedura Civile inserendo gli animali da compagnia nella categoria dei beni non pignorabili, come fedi, decorazioni al valore, oggetti sacri, scritti di famiglia. […] Gli animali da compagnia hanno sentimenti che nessun perito o tribunale può stimare.

In risposta a un’interrogazione parlamentare dell’Onorevole Ermete Realacci sul tema, così come riportato dall’ANSA, il Ministro dell’Ambiente Galletti ha spiegato come sia “urgente superare l’attuale impostazione normativa ed escludere dalla pignorabilità gli animali d’affezione o di compagnia”, specificando come le competenze siano ascrivibili anche al Ministero della Salute e al Ministero della Giustizia.

Così come già accennato, l’obiettivo della petizione è adeguare l’Italia all’esempio di altri paesi europei, come l’Austria e la Germania, dove gli animali domestici non possono essere pignorati in quanto esseri viventi, con il pieno riconoscimento del legame affettivo che si viene a formare tra il proprietario e l’esemplare stesso. In Italia sarebbero ben 4 persone su 10 a condividere la loro esistenza con un animale domestico. Di questi, il 53.7% delle famiglie avrebbe scelto un cane, mentre il 45,8% un gatto, per una spesa in crescita del 2.1% nel 2014 nonostante la crisi economica, pari a 1.735.000 di euro in fatturato.

13 marzo 2015
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