Non sempre godono della giusta considerazione, forse anche per la rapidità con cui colonizzano gli spazi urbani, a volte rivelandosi molto fastidiosi. Eppure i piccioni sembra siano animali particolarmente intelligenti, tanto da riconoscere dettagli elementari dell’ortografia. È quanto svela una ricerca recente, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences e condotta dall’Università di Ruhr, in Germania.

Stando a quanto rilevato dai ricercatori, i piccioni sarebbero in grado di distinguere alcuni segni ortografici e, fatto ancora più complesso, di identificare modelli fra l’associazione degli stessi segni. In altre parole, sono in grado di comprendere una sequenza di tratti e, in modo autonomo, identificare l’eventuale presenza di una regolarità ortografica.

Per raggiungere questo risultato, i ricercatori hanno addestrato un gruppo di piccioni nel riconoscere non solo delle parole, ma anche lettere associate a gruppi di quattro, senza un reale significato. Quindi hanno sottoposto ai volatili delle sequenze di parole, sia conosciute che sconosciute, per verificare la reazione degli animali. Non solo è emerso come i piccioni riconoscano le parole e le sequenze che già conoscono, ma sono in grado di identificarne delle altre, se queste seguono gli stessi modelli ortografici di quelle già apprese. Una capacità che accumuna poche specie animali, spiegano gli scienziati, tra cui i babbuini.

Lo studio sarà utile anche per analizzare le capacità di comprensione dell’uomo. Appare evidente, infatti, come non sia soltanto la vista a rappresentare un ruolo fondamentale nell’apprendimento dei segni, ma anche le peculiarità cerebrali utili a distinguere, nella complessità del reale, gli elementi che potrebbero essere significativi o indispensabili per la propria quotidianità.

22 settembre 2016
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