I piccioni ragionano come gli umani

Non sempre il rapporto tra umani e piccioni è di serena convivenza: soprattutto nelle grandi città, il volatile è spesso sinonimo di ingombro, fastidiosa curiosità, scarsa igiene e di noiosi parassiti. Certo, forse la nomea di questi uccelli è immeritata perché la loro presenza intrusiva è conseguenza diretta della scarsa cura dell’uomo, ma a quanto pare fra le due specie vi sono più similitudini che differenze. Uno studio condotto all’Università dell’Iowa, infatti, svela come i piccioni ragionino esattamente come gli umani.

Secondo quanto rivelato dai ricercatori, questi volatili sarebbero in grado di suddividere la realtà in categorizzazioni, esattamente come succede per gli uomini. In altre parole, il processo di ragionamento dei piccioni vede la suddivisione della loro esperienza quotidiana in oggetti, situazioni ed emozioni in tanti piccoli dualismi fra ciò che è importante e ciò che, invece, non ha rilevanza. Così si spiega nello studio, pubblicato su Journal of Experimental Psychology: Animal Learning and Cognition:

Il concetto di base in gioco è l’attenzione selettiva. Questo significa che in un mondo complesso, con la sua rumorosa confusione, non prestiamo attenzione a tutte le proprietà del nostro ambiente. Siamo attenti a ciò che è insolito o rilevante. […] Tutti gli animali selvaggi hanno bisogno di distinguere cosa potrebbe essere commestibile e cosa velenoso e, naturalmente, di separare i predatori dalle creature innocue.

Per comprendere le capacità dei piccioni, i ricercatori hanno sottoposto alcuni esemplari a degli esperimenti comportamentali. Semplificando il procedimento, agli animali sono stati mostrati degli oggetti affiancati su dei display, per capire quale li incuriosisse tanto da provocare una beccata sullo schermo. Proprio il becco è fondamentale nella ricerca perché, trovandosi al centro del campo visivo, permette di capire con poco margine d’errore a cosa sia riferita l’attenzione dell’animale. Dopo moltissime ripetizioni, non solo si è compreso come i piccioni sappiano categorizzare egregiamente la realtà, ma come il processo sia istantaneo nel loro cervello. Gli studiosi si sarebbero attesi, infatti, che all’esposizione a un nuovo oggetto sarebbe corrisposta prima una fase di comprensione, poi una di categorizzazione. Invece questi due processi avvengono contemporaneamente, esattamente come nell’uomo.

2 aprile 2014
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, mercoledì 2 aprile 2014 alle22:58 ha scritto: rispondi »

Avendo conosciuto certi "umani" , non fatico a credere nell'intelligenza dei piccioni........

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