Tempi duri per le compagnie petrolifere che operano nei mari italiani. Il Governo sta mettendo in discussione alcuni dei privilegi concessi all’industria dei fossili per mettere fine alle disparità con gli altri settori. Il primo grosso provvedimento di questo nuovo corso è l’applicazione della tassa sugli immobili anche alle piattaforme petrolifere. Proprio come i proprietari di officine, attività commerciali e capannoni anche i titolari di piattaforme petrolifere dovranno pagare l’IMU.

A stabilirlo è stata una risoluzione firmata dal parlamentare del Movimento 5 Stelle Ferdinando Alberti. Il provvedimento ha già ricevuto il via libera del viceministro all’economia Enrico Zanetti, che ha accettato il testo senza apportare alcuna modifica.

C’è da dire che sul tema il Ministero dell’Economia non ha assunto una posizione chiara. All’inizio di giugno il Ministero ha emanato una risoluzione favorevole all’esenzione dal pagamento dell’IMU per le piattaforme petrolifere.

A esprimersi a favore dell’estensione della tassa sugli immobili alle piattaforme è stata invece la Corte di Cassazione, che nella sentenza 3618 del 24 febbraio 2016 ha obbligato le compagnie petrolifere ad accatastare le loro strutture nella categoria D7 e a versare l’IMU, come fanno i titolari delle altre attività produttive. Finora le piattaforme hanno goduto dell’esenzione da IMU e TASI perché sono state catalogate dall’Istituto idrografico della Marina.

Il Movimento 5 Stelle sta esercitando pressione sul Governo affinché la disposizione avvalorata anche dai giudici della Cassazione trovi posto nel nuovo decreto sugli enti locali in discussione alla Camera:

La prima occasione utile per farlo capita proprio in questi giorni: è il decreto enti locali in discussione alla Camera. Il Governo dovrà approvare gli emendamenti che recepiscono la risoluzione. Staremo a vedere se rispetteranno gli impegni assunti.

Alberti ha spiegato che la risoluzione permetterà finalmente agli enti locali di tassare le piattaforme entro le 12 miglia marine e di rimpinguare le casse comunali, con un gettito stimato tra i 100 e i 200 milioni di euro.

20 luglio 2016
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