L’esplosione verificatasi nei giorni scorsi sulla piattaforma Deepwater Horizon, situata a circa 70 Km dalla costa della Louisiana, oltre a costare la vita a ben undici operai sta mettendo a rischio l’intero ecosistema del Golfo del Messico, a causa della fuoriuscita di un volume di petrolio stimato in circa 1.000 barili al giorno.

Al momento la British Petroleum si trova impegnata sul posto con un’ingente flotta di robot e apparecchiature, nel tentativo di arginare la perdita del greggio, anche se la situazione sembrerebbe essere più complicata di quanto ipotizzato in un primo momento.

Doug Suttles, a capo dell’operazione, ne ha parlato nel corso di una conferenza stampa tenuta a New Orleans:

Il primo tentativo di contenere la diffusione di petrolio nel mare si è rivelato inefficace. Potrebbero volerci dai due ai tre mesi per arginare la fuoriuscita. Fino ad oggi non è mai stata affrontata una situazione simile, ma stiamo lavorando con il supporto dei più grandi esperti al mondo in questo settore.

Richard Metcalf, ingegnere meccanico, ha così sintetizzato le operazioni in corso:

Il nostro scopo è quello di fermare le perdite che si trovano a circa 5.000 metri di profondità, come se si trattasse di mettere un gigantesco tappo di sughero su una bottiglia di champagne.

L’incidente alla Deepwater Horizon, come ben visibile dalle immagini raccolte nella galleria qui sotto, è di proporzioni non certo trascurabili e, secondo la Guardia Costiera, rischia di intaccare i delicati equilibri che regolano la vita dell’ecosistema presente nella zona interessata.

26 aprile 2010
I vostri commenti
Ratamusa, lunedì 26 aprile 2010 alle17:56 ha scritto: rispondi »

Tradotto: abbiamo combinato un guaio e non siamo in grado di porvi rimedio....

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