Le piante grasse sono da sempre molto apprezzate non solo dagli appassionati di giardinaggio, ma anche da chi volesse semplicemente colorare un davanzale con forme originali e verde intenso. Però, a differenza di molte altre piante che dispongono di nomi comuni, identificarle non è facilissimo: spesso, in fatti, sono conosciute solo per la loro denominazione botanica. Quali sono, di conseguenza, le varietà di piante grasse più famose?

Di seguito, qualche informazione generica sulle piante grasse, così come l’elenco delle più popolari. Prima di cominciare con la coltivazione, però, è bene chiedere consiglio al proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia, per vagliare la compatibilità di ogni specie con il clima tipico del proprio luogo di residenza.

Piante grasse: cosa sono?

Le piante succulente, chiamate piante grasse nel linguaggio comune, sono delle specie vegetali caratterizzate da parenchimi acquiferi, ovvero dei particolari tessuti in grado di contenere grandi quantità d’acqua. Queste specie, infatti, sono originarie dei posti più caldi e aridi del mondo, dove non sono infrequenti lunghi periodi di siccità: immagazzinando l’acqua raccolta durante le sporadiche piogge, possono sopravvivere a lungo e adattarsi all’ambiente torrido nonostante l’assenza di un approvvigionamento continuo di acqua.

Per raggiungere l’obiettivo di trattenere i liquidi, i tessuti delle piante succulente hanno sviluppato un aspetto carnoso, ingrossato, spesso geometrico: possono essere composte da un unico cilindro centrale, vedere grandi foglie a pannello appiattino, distribuirsi in colonne, a rossette e via dicendo. Inoltre, a seconda delle varietà, possono sviluppare dei sistemi per proteggersi dall’aggressione dell’ambiente esterno, in particolare insetti e animali, come spine e aculei.

Nel linguaggio comune si è soliti identificare le piante grasse con il nome di cactus. In realtà, questo nome si riferisce a una famiglia specifica di piante succulente provenienti dal continente Americano: non tutte le piante grasse, di conseguenza, sono a loro volta dei cactus.

Varietà più comuni

Come già accennato, le piante grasse vengono di solito identificate per il loro nome botanico: non tutte, infatti, posseggono un corrispettivo comune. Questo potrebbe renderne difficile il riconoscimento, per questo può essere utile un breve elenco delle specie più diffuse in ambito domestico e in giardino.

Tra le varietà più diffuse nei giardini italiani, la Rhipsalidopsis gaertnerii trova un posto speciale. Conosciuto anche con il nome di Cactus di Pasqua, appartiene alla grande famiglia delle Rhipsalideae, piante epifite e litofite, con fusto segmentato, appiattito e spesso pendente. Questa varietà si caratterizza per lunghi pannelli verdi e carnosi, sulla cui estremità spuntano ciclicamente dei fiori di un intenso colore violaceo. Molto frequente è anche il Cephalolocereus senilis, noto anche come “Testa di vecchio”, una specie a forma di colonna ma ricoperta da una folta peluria bianca, proprio come il volto di un anziano barbuto.

Diffusissima sullo stivale è certamente l’Echinocactus grusonii, noto anche come grusone o cuscino della suocera. Dalla forma tondeggiante, quasi cilindrica, si caratterizza per una superficie completamente ricoperta da piccoli e resistenti aculei, disposti verticalmente in linee. Il nome comune, ovviamente, si rifà ai rapporti conflittuali che spesso vengono a instaurarsi tra suocera e nuora. Molto gettonate sono anche tutte le piante del genere Sempervivum, poiché molto resistenti ai cambi climatici, nonché facili da gestire e capaci di sopravvivere anche durante gli inverni più rigidi. La varietà più diffusa è probabilmente quella del Sempervivum arachnoideum, in alcune regioni chiamata anche tela di ragno o, più semplicemente, ragnatela. Si presenta come una rosetta geometrica di piccole foglie carnose, prive di grandi aculei, con una consistenza lontanamente simile a quella del carciofo. Cresce velocemente in piccoli gruppi di rosette ammassate e vede una riproduzione molto veloce, un fatto che permette in poco tempo di ottenere tanti vasetti dalla coltivazione originaria.

Non ha bisogno di troppe presentazioni l’Opuntia ficus-indica, ovvero il classico fico d’India, una pianta delle Cactacee di origine messicana, da molto tempo coltivata con successo soprattutto al Sud d’Italia. È particolarmente nota non solo per il suo aspetto a pale, simbolo di pianta grassa nell’immaginario comune, ma anche per i gustosi frutti, fondamentali per l’economia agricola di moltissimi paesi. Molto amata è anche la Kalanchoe beharensis, esemplare di medie di mensioni, dalle foglie grigiastre e larghe, una caratteristica che spesso ha portato la pianta a venire assimilata alle tipica forma delle orecchie d’elefante. È una pianta succulenta soprattutto scelta per i suoi splendidi fiori, degli elementi a quattro petali di color ciclamino o violaceo, molto delicati ma visivamente intensi. Allo stesso modo, famosissime sono anche aloe e agave, con le loro foglie corpose, lunghe e appuntite, il cui gel acquoso interno è spesso utilizzato per i più svariati scopi di benessere.

Per concludere con i classici per antonomasia, basterà citare tutti i rappresentanti delle Cactaceae – ovvero i comuni cactus – ma anche la Crassula ovata, detta anche albero di Giava.

24 gennaio 2016
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