Piante grasse da interno: come curarle

Tra i vari vegetali che possono essere scelti per abbellire le case, le piante grasse spiccano di certo per originalità e preferenza da parte degli appassionati. Mediamente semplici da gestire, e capaci di rallegrare l’ambiente con le forme più singolari, rappresentano una soluzione efficace per costruire un piccolo angolo verde domestico anche per chi non dispone di un pollice verde. Ma quali sono i consigli per curarle al meglio?

Naturalmente, ogni varietà di pianta grassa necessità di cure specifiche, da concordare anche con l’aiuto del proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia. Le informazioni di seguito riportate, di conseguenza, hanno un carattere unicamente illustrativo.

Temperatura e posizione

Piante grasse

Sebbene nell’immaginario comune le piante grasse vengano associate ai climi aridi e afosi, proprio perché capaci di trattenere al loro interno grandi quantitativi d’acqua, la maggior parte delle varietà resiste anche a un medio freddo. Questo perché nei luoghi di origine questi vegetali vengono esposti a violente escursioni termiche, con clima estremamente caldo di giorno e decisamente freddo la notte. In linea generale, le piante grasse dovrebbero rimanere a una temperatura superiore ai 13 gradi e, per alcune varietà come Euphorbia, Orostachys e Sempervivum, ai 6. Si tratta di una richiesta assolutamente gestibile all’interno dell’abitazione, in qualsiasi momento dell’anno.

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È bene però garantire una sufficiente illuminazione solare, poiché queste piante hanno bisogno della luce per crescere rigogliose, quindi si consigliano davanzali interni o ambienti esposti. Scoprire quale angolo della casa sia più indicato è semplice: basterà optare per le finestre o le stanze orientate a sud, dove l’irrorazione solare è maggiore.

Annaffiatura

Piante grasse

Quello dell’annaffiatura delle piante grasse – dette anche succulente – è un argomento che spesso tiene banco fra gli appassionati, tra chi sostiene debba essere un’attiva molto remota e chi consiglia, invece, di procedere con una certa regolarità.

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Sebbene ogni varietà abbia esigenze specifiche, in linea generale si può seguire un criterio stagionale. Di norma, le succulente richiedono un aumento dell’apporto d’acqua dall’avvio del ciclo vitale primaverile fino al termine della fase di fioritura. Si può quindi cominciare a irrigare da marzo a maggio, a seconda del clima di riferimento del proprio luogo di residenza. Da settembre o novembre, sempre a seconda del luogo, si diminuisce progressivamente fino a interrompere del tutto il processo. Nei mesi più freddi dell’anno, infatti, è più che sufficiente l’assorbimento delle particelle d’acqua presenti nell’umidità dell’aria.

Si dovrà sempre bagnare sempre a livello del terriccio, poco alla volta e raggiungendo solo una semplice umidità, ripetendo l’operazione solo quando il terreno sarà completamente secco. Non devono essere irrigate le parti aeree della pianta né i fiori, per evitare che il vegetale possa marcire.

Rinvaso, trapianto e malattie

Rinvaso piante grasse

Le operazioni di rinvaso e trapianto, quest’ultimo se si decidesse di trasferire la pianta in una dimora definitiva quale un’aiuola in giardino, generano sempre preoccupazione per le succulente. Sia per il rischio di rovinare irrimediabilmente il vegetale che per quello di ferirsi, se la varietà è dotata di aculei. Procedere, in realtà, è abbastanza semplice: il rinvaso deve avvenire subito dopo l’acquisto, soprattutto se la pianta è offerta in piccoli contenitori di plastica che potrebbero limitarne lo sviluppo delle radici, dopodiché ripetendo l’operazione quando l’esemplare risulterà troppo grande oppure ogni biennio.

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Per evitare di ferirsi, oltre a usare i guanti, la soluzione potrebbe essere quella di un pezzo di cartone, anche un rotolo finito di carta igienica se la pianta è di piccole dimensioni. Avvolgendo l’esemplare con questo materiale, infatti, non solo si potrà maneggiare facilmente senza infilzarsi, ma non si rovinerà nemmeno la pianta poiché gli aculei stessi godono di una media elasticità.

Sul fronte delle malattie, invece, quasi tutte le piante grasse sono resistenti agli attacchi esterni, anche se di tanto in tanto potrebbero presentarsi parassiti come le cocciniglie o altri. Il problema più frequente è quello del marciume radicale, con la conseguente morte del vegetale, dovuto a un eccessivo apporto d’acqua.

13 ottobre 2018
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