Arredare la nostra casa non vuol dire soltanto giornate passate scegliendo mobili ed elettrodomestici. Quando decidiamo su come ripartire i nostri spazi un posto specifico lo reclamano anche le nostre amate piante. Al di là della questione puramente estetica, ci sono aspetti di cui tener conto quando le scegliamo? Parrebbe proprio di sì.

Eccoci quindi a offrire qualche consiglio per evitare di puntare su qualche esemplare per noi potenzialmente dannoso o anche solo per individuare quelle che possano farci sentire davvero “a casa”. Cominciamo proprio da questo secondo aspetto, quello degli effetti benefici che possono avere fiori e piante tra le mura domestiche. Tra gli effetti positivi vanno di certo annotati due dei più conosciuti: la pulizia dell’aria e la maggiore luminosità che donano al nostro ambiente. Soprattutto il primo punto merita un approfondimento particolare.

In molti conoscono le cosiddette piante mangiafumo, ma non altrettanto conosciuti sono gli effetti salutari nei confronti di un inquinamento ben più nocivo. Alcuni esempi: piante come l’edera, la dracena e lo spatifillo riescono ad assorbire e scomporre in elementi non dannosi anche il benzene, mentre il crisantemo, la gerbera, le stesse edera e dracena, come anche il bambù, l’azalea e l’aloe forniscono un’eccellente difesa dalla formaldeide. Molte le proprietà anche dei tulipani, uno dei fiori preferiti da molti, d’aiuto contro la formaldeide, lo xilene e l’ammoniaca. Una particolarità la riserva la sansevieria, che riesce ad assorbire anidride carbonica e produrre ossigeno anche durante la notte.

Un piccolo riassunto delle sostanze che potremmo neutralizzare con il giusto numero di piante (mediamente circa 8):

  • Acetone: spatifillo;
  • Ammoniaca: anturio, spatifillo, tulipano;
  • Benzene: dracena, edera, spatifillo;
  • Benzolo: sansevieria, tronchetto della felicità;
  • Formaldeide: aloe vera, azalea, bambù, crisantemo, dracena, falangio variegato, ficus benjamin, gerbera, spatifillo, tronchetto della felicità, tulipano;
  • Metanolo: spatifillo;
  • Toluene: anturio, areca;
  • Tricloroetilene: bambù, crisantemo, dracena, gerbera, monofillo, tronchetto della felicità;
  • Xilene: anturio, areca, tulipano.

Stando a recenti studi pubblicati sul Journal of Environmental Psychology, lavorare o studiare vicino a una delle nostre amiche verdi aumenterebbe la capacità di attenzione portandoci a memorizzare e ricordare meglio quello che leggiamo. Un motivo in più quindi per circondarci di verde.

Nello scegliere però vanno tenuti d’occhio alcuni fattori potenzialmente di rischio per la salute nostra, dei nostri figli e animali domestici.

Oltre ai conosciuti pericoli causati dalle allergie, da valutare con il nostro medico curante, ci sono da tenere conto soprattutto gli aspetti legati alla possibile ingestione da parte dei più piccoli o dei nostri cani e gatti.

Molto bella e dall’indubbio spirito natalizio è la Stella di Natale, pianta ornamentale per eccellenza, ma che se ingerita può causare serissimi danni sia al gatto che ai bambini. I primi studi in questo senso, promossi negli Stati Uniti, risalgono all’inizio del secolo scorso, quando un bambino di due anni morì per sospetta ingestione delle sue foglie.

Fastidi più o meno gravi possono essere causati dal vischio, dal narciso o dal tulipano, tanto per farne alcuni esempi. Da prendere con cautela anche l’oleandro, bello quanto potenzialmente dannoso e in grado di causa alterazioni cardiache, ipotermia oltre a irritare l’intestino. Questo però non vuol assolutamente dire che dovremmo privarcene, ma soltanto scegliere le piante con cura e in caso di sospetti mal di pancia, soprattutto per un bambino, essere pronti a controllare il verificarsi di un’eventuale ingestione inopportuna. Il nostro medico, o il nostro veterinario in caso di un cucciolo, conoscendo la causa specifica potrà certamente intervenire in maniera tempestiva e più efficace.

16 aprile 2011
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Ibisco5, martedì 19 aprile 2011 alle16:03 ha scritto: rispondi »

UN'IDEA STUPENDA! Leggerò volentieri gli articoli che pubblicherete

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