Sembra la trama di un film di fantascienza e invece è accaduto davvero. Un gruppo di ricercatori della Russian Academy of Sciences di Mosca è riuscito a riportare alla vita una pianta che era rimasta ibernata nei ghiacci siberiani per decine di migliaia di anni.

Gli scienziati hanno scoperto, all’interno di un cunicolo fossile scavato da uno scoiattolo preistorico, i resti della fioritura di una pianta di Silene stenophylla. La datazione al radiocarbonio ha rivelato che il roditore aveva nascosto la pianta sottoterra circa 31.800 anni fa, poco prima che il ghiaccio ricoprisse la regione del fiume Kolyma.

Utilizzando ormoni della crescita, i ricercatori sono riusciti a riportare in vita la pianta, facendola riprodurre per divisione cellulare e ottenendo 36 nuovi esemplari molto simili a quello originale e in grado di fiorire. Un risultato sensazionale, tanto che il fiore arrivato fino a noi direttamente dall’Era glaciale si è meritato, secondo la rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, il titolo di “organismo vivente pluricellulare più antico”.


La scoperta permetterà agli studiosi di studiare il Dna della Silene stenophylla preistorica e capire come ha fatto questa pianta, che tuttora è presente in molte parti del pianeta, a sopravvivere alla glaciazione. Potrebbe inoltre aprire nuove strade alla ricerca scientifica, dal momento che finora gli studiosi tendevano a cercare di riprodurre antiche specie vegetali solo a partire dai semi congelati. Lo scioglimento del permafrost causato dal cambiamento climatico, inoltre, potrebbe portare alla luce nuovi preziosi reperti:

Se il permafrost continua a sciogliersi – ha commentato Price Buford, dell’Università della California – è probabile che alcuni dei semi che andranno a scongelarsi possano germogliare spontaneamente riportando in vita altre piante di 30.000 anni fa.

| Inhabitat

22 febbraio 2012
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