Piano Energetico: Italia a tutto gas?

Con il referendum del 12 e il 13 giugno, l’Italia ha detto definitivamente No all’ipotesi nucleare. Se però gli ambientalisti auspicano un rinnovo d’interesse del nostro Paese nei confronti delle rinnovabili – magari rivedendo il Quarto Conto Energia e concedendo maggiori finanziamenti – altre realtà immaginano un futuro diverso. Fra questi, l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, che prevede per l’Italia un futuro a base di “gas”:

Gli italiani hanno deciso di andare a tutto gas: bene, teniamone conto, facciamo in modo che il gas ci sia, che costi il meno possibile e che sia assicurato il suo approvvigionamento.

Sul nucleare, poi, Scaroni non ha dubbi. Un’idea poco fattibile:

Di nucleare prima si parlava soltanto, ora smetteremo anche di parlarne. Già prima dubitavo che riuscissimo a farlo, figuriamoci adesso.

Non si sa quanto costa davvero, né in relazione agli investimenti necessari né per quanto riguarda il costo futuro per Kilowatt/ora. Faccio fatica a dire che il nucleare sarà competitivo, ma sarebbe importante per la diversificazione delle fonti energetiche.

Anche le rinnovabili non sono però al soluzione ai problemi italiani, secondo l’uomo forte dell’ENI. E non lo saranno almeno per i prossimi quindici anni, lasciando il gas come unica alternativa fattibile per una strategia energetica nazionale funzionale:

Penso che ora ci sarà un periodo d’oro per il gas per almeno 15 anni; poi, magari, le rinnovabili sostituiranno gli idrocarburi e, perché no?, anche il gas. Oggi, tuttavia le rinnovabili sono ancora troppo costose: il fotovoltaico italiano costa sei volte quello che costa l’energia termica, ma soprattutto ci sono problemi di intermittenza e di stoccaggio dell’energia prodotta e di stoccaggio.

Insomma, per i prossimi anni ci aspetta un futuro “a gas”?

21 giugno 2011
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I vostri commenti
Pier Luigi Caffese, mercoledì 29 giugno 2011 alle13:04 ha scritto: rispondi »

IL GAS è PIU' CARO DEL VENTO E DELL'HYDRO MODERNO.EPRI USA DICE CHE IL CCTC GAS COSTA 74-89 $PER MW NEL 2015 CONTRO I 29-65 DEL VENTO STOCCATO CON HYDRO,PER NON PARLARE DI EMISSIONI.CON 17 MILIARDI PRODUCO 600 GW ED USANDONE 400 GW PER REFUELS OTTENGO 70 MILIARDI DI LITRI.IL GASDOTTO SOUTHSTREAM COSTA 27 MILIARDI E POI DOBBIAMO PAGARE IL GAS SEMPRE PIU' CARO.CHE DAL GAS SI ESTRAGGA FUEL è RISAPUTO CON IL SISTEMA FTS MA I TEDESCHI MAESTRI DEL FTS CARBONE-GAS VANNO SU WINDFUEL E WINDGAS.PERCHè E' ANTIECONOMICO FAR ENERGIA CON IL GAS E PEGGIO E' FAR BENZINA CON IL GAS.MESTIERE DA FURBI SE SCARICO L'ALTO COSTO SUL CONSUMATORE MA IN GRADO DI DAR LA MAZZATA ALL'INDUSTRIA ITALIANA CHE SI GIOCA 500.000 POSTI DI SVILUPPO LAVORO CON L'IMPORT FOSSILE. 

Pier Luigi Caffese, domenica 26 giugno 2011 alle16:38 ha scritto: rispondi »

Il piano energetico del Governo prevede 50% fossile e 50% rinnovabile.Tirare fuori il gas per prendersi il 25% del ex nucleare significa 50.000 nell'energia e 500.000 con l'indotto per il piano di rinnovabili stoccate che noi progettisti chiamiamo WWS,cioe' vento,acqua stoccata e sole come biomasse.Quanto costa? 17 miliardi in 10 anni per vento e stoccaggio acqua(600GW) e 20 miliardi per sole biomasse(40GW),un totale di 640 GW.Altro che gas che verrà gravato dalla carbon tax che costa 40 miliardi agli importatori fossil fuel

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