Il rimedio omeopatico Phosphorus viene dal fosforo bianco. Quella bianca è una delle tre possibili forme allotropiche di fosforo, disponibile anche di colore rosso e nero. Questo non-metallo risulta relativamente abbondante in natura, dove è possibile rinvenirlo sotto forma di fosfato nei minerali “apatiti” e nelle rocce sedimentarie note come fosforiti.

Il fosforo non è solubile in acqua, mentre risulta poco solubile se posto in alcol. Nello specifico il fosforo bianco è poi solubile in presenza di oli, grassi e altri solventi di tipo organico. In omeopatia è utilizzata una soluzione idroalcolica per trasformare questo non-metallo in rimedio omeopatico, sempre attraverso le opportune diluizioni e dinamizzazioni.

Proprietà curative

Cefalea pulsante con sensazione di bruciore, calore al capo e congestione facciale sono alcuni dei disturbi trattabili con il Phosphorus. In particolare possono beneficiarne gli studenti al termine di un’intensa e faticosa giornata di studio. Specifico degli anziani è invece l’utilizzo in corrispondenza di vertigini avvertite in corrispondenza dell’alzarsi in piedi, sia che si verifichi partendo da una posizione seduta o in occasione dell’alzarsi dal letto: in questo caso può essere utile un accostamento della Baryta carbonica o del Conium.

Anche occhi, bocca e denti possono beneficiare, ciascuno per propri specifici disturbi, dei benefici offerti dal Phosphorus. Nello specifico vengono trattati dolori oculari, oftalmie brucianti maculate, cataratta, occhio pigro, orzaiolo, atrofia del nervo ottico, dolori dentali di vario tipo, gengive che sanguinano con facilità, parodontiti, gonfiore, patina e secchezza a carico della lingua.

Nel trattamento del sistema nervoso questo rimedio omeopatico interviene in caso di debolezza nervosa, dalla quale possono derivare instabilità emotiva, brevi momenti di eccitazione seguiti da rapido passaggio a una fase depressiva, astenia con attacchi d’ansia, fobie e senso di oppressione, disturbi del sonno, forti nevralgie a carico di occhi, mascelle, denti, trigemino e tempie.

A carico dell’apparato respiratorio sono invece associate problematiche quali raucedine o afonia che tende a peggiorare nelle ore searali, faringiti, laringiti, gonfiore a tonsille e ugola, tosse secca con spasmi, catarro cronico con possibili striature di sangue. L’apparato cardiovascole è invece interessato dall’utilizzo di Phosphorus nei casi di tachicardia accompagnata da ansia che peggiora alla sera, anemia, perdita di sangue dal naso (epistassi nasale), arteriosclerosi, ipotensione da insufficienza cardiaca e ipertensione da eretismo cardiaco.

L’apparato digerente viene invece trattato con il Phosphorus nei casi di reflusso gastroesofageo, gastrite, pirosi, nausea in gravidanza scatenata dalla vista dell’acqua, ittero, gonfiore epatico, colecisti infiammata, transaminasi alte, statosi, meteorismo e diabete. Specifici per quanto riguarda l’apparto urinario sono i casi di intervento relativi a insufficienza renale, urine torbide, nefriti con proteinuria, ematuria, albuminuria o uremia, infezioni che interessano le vie urinarie.

Si utilizza il Phosphorus nel trattamento delle affezioni a carico dell’apparato genitale dell’uomo nei casi di eiaculazione precoce, perdite seminali involontarie e spossanti causate da un’eccessiva eccitazione (alla quale segue stato di prostrazione). Nella donna si interviene con tale rimedio omeopatico qualora si presentino ipermenorrea con mestruazione anticipate o con menorragia di sangue dal colore rosso vivo o nei casi di dismenorrea, ninfomania o disturbi che interessano la lattazione.

Ossa e muscoli vengono trattati con il Phosphorus in presenza di rachitismo, insufficiente mineralizzazione ossea, dolore osteoarticolare con sensazione di oppressione al torace, intensa sensazione di calore alla schiena con sensibilità alla pressione, necrosi ossea della mandibola, intenso bruciore ai palmi delle mani, atrofia muscolare accompagnata da una conseguente debolezza.

Anche la pelle può infine essere trattata con l’impiego del Phosphorus. Questo avviene nei casi di foruncoli, ecchimosi, geloni alle dita (mani e piedi), calli ai piedi e intensa sudorazione al minimo esercizio fisico.

Dosaggio

Il dosaggio consigliato per i casi descritti è di 3 granuli a diluizione 5 CH, da assumere tra le 3 e le 6 volte al giorno. Importante contattare il proprio medico omeopata prima dell’assunzione, soprattutto in caso di trattamento di stati cronici: l’esperto potrà così essere d’aiuto nell’assunzione della corretta diluizione e del dosaggio più indicato per la problematica specifica.

18 agosto 2015
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