Il mondo degli smartphone si evolve ad altissima velocità e, purtroppo, allo stesso ritmo procedono anche i rifiuti elettronici. Il ciclo di vita medio di un terminale da taschino è inferiore ai due anni, per questo ci si riempie la casa di ferraglie tecnologiche dimenticate nei cassetti, di cui ben non si conosce come procedere allo smaltimento. E se esistesse uno smartphone amico dell’ambiente, capace di rinnovarsi di anno in anno?

È questo il proposito di Phoneblocks, un concept di dispositivo portatile capace di modificarsi nel tempo senza produrre continuamente rifiuti. Sebbene non ne esista ancora una versione reale, il progetto è particolarmente elettrizzante: il device è infatti composto da diverse componenti separate – la fotocamera, il wifi, il processore e via dicendo – assemblate tra loro proprio come si farebbe con i mattoncini Lego.

Sviluppato dal designer Dave Hakkens, Phoneblocks si propone come alternativa intelligente ed ecologica al consumo usa e getta che caratterizza l’universo dei dispositivi portatili. In un mondo dove non essere aggiornati all’ultima tecnologia porta all’esclusione, la possibilità di modificare nel proprio smartphone solo ciò che davvero serve può ridurre fortemente l’impatto dell’informatica consumer sull’inquinamento. Il progetto, infatti, mostra quanto sia semplice cambiare unicamente la fotocamera qualora si desiderasse aumentare i megapixel a disposizione, oppure solo il processore se si ricercassero delle performance migliori.

Il design è abbastanza semplice da comprendere: tutto ruota attorno a un pannello a griglia, dove i fori servono per accogliere i pin delle singoli componenti. Sul fronte vi è la possibilità di installare uno schermo touchscreen – sempre aggiornabile a risoluzioni maggiori – mentre sul retro trovano spazio tutte le altre componenti, dalla RAM alla batteria e via dicendo.

Non è facile, però, per un terminale come Phoneblocks trovare l’approvazione dei grandi produttori di elettronica consumer, i quali hanno tutto l’interesse a continuare a fabbricare smartphone e tablet a scadenza. Per questo, anziché ricorrere al crowdsourcing, l’inventore ha deciso di lanciare il crowdspeaking: l’unico modo per cogliere l’attenzione dell’industria è quello di dimostrare interesse. Grazie a una piattaforma pensata per gli utenti social, i prossimo 29 ottobre Phoneblocks tenterà di conquistare la Rete. E chissà che, allora, qualche azienda non venga stuzzicata a prendere il progetto in considerazione.

18 settembre 2013
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