Phineas: lieto fine per il cane da spy story

È una storia che ha tenuto un intero paese con il fiato sospeso, fino a quando le parole lieto fine hanno fatto la loro comparsa. La vicenda è particolare e ha come protagonisti un cane Labrador di nome Phineas, la cittadina di Salem negli USA e una piccola bambina. Nonostante il fatto sia accaduto nel 2012, solo oggi la vicenda ha preso una strada precisa verso la risoluzione. Da tempo il cane era al centro di una disputa tra vicini di casa, che aveva coinvolto molti protagonisti.

Il cane era stato definito aggressivo e mordace e, per questo, il sindaco aveva obbligato i proprietari a cederlo a una clinica in attesa di una decisione finale sul suo destino. Sulla testa di Phineas pendeva una condanna a morte e un processo, tuttavia l’esemplare è stato rapito dalla clinica in cui aveva trovato alloggio. Patrick e Ambra Sanders, proprietari dell’animale, si erano sempre dichiarati contrari alla decisione del sindaco, sottolineando come in realtà l’animale fosse buono. Dopo la sua improvvisa sparizione era intervenuto Joe Simon, avvocato assunto dalla famiglia per la difesa, che aveva offerto 25.000 dollari di ricompensa per il ritrovamento del cane e l’arresto del ladro.

Ma l’animale sembrava svanito nel nulla, si temeva per la sua vita, mentre il processo aveva fatto passi in avanti senza la presenza di Phineas. Solo il buon cuore del giudice aveva scongiurato la catastrofe con l’assoluzione del Labrador: la corte non lo riconosceva come elemento aggressivo. Dopo il fatto un uomo misterioso, con tanto di parrucca e baffi finti, si era palesato dichiarando di conoscere la giusta locazione del cane. Dopo uno scambio degno delle migliori spy story, Phienas aveva fatto ritorno a casa, protetto e curato da eventuali malintenzionati.

La vicenda, accaduta nel luglio 2012, aveva visto il cane intervenire in difesa della sua piccola proprietaria: Phineas aveva erroneamente interpretato il movimento del figlio dei vicini, scivolato rovinosamente sulla bambina. Temendo volesse fare del male alla padroncina, il cane era intervenuto per separarli forse con un po’ di veemenza, procurando qualche graffio e livido al bimbo, ma senza nulla di serio. Da quel momento la situazione era degenerata fino all’accusa, la detenzione, il rapimento e il lieto fine.

7 novembre 2013
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