Un milione di pneumatici raccolti e correttamente smaltiti, 8 mila tonnellate di rifiuti trasformati in risorse. È il bilancio attuale del progetto PFU Zero del consorzio EcoTyre, che mira a bonificare zone naturali e industriali dai pneumatici in disuso.

Il progetto PFU Zero nasce due anni fa, in collaborazione con le amministrazioni locali e le associazioni, per estendersi in fretta a tutto il territorio nazionale. Sono Piemonte, Sicilia e Campania le Regioni più attive nel progetto, contando rispettivamente 30, 7 e 4 interventi di bonifica. PFU Zero ha coinvolto fin ora altre 8 Regioni con 18 iniziative di recupero, smaltimento e sensibilizzazione.

Raccogliere pneumatici abbandonati e informare le aziende sul corretto smaltimento non basta. Perché sia un’iniziativa davvero efficace è necessario sensibilizzare l’intera cittadinanza al problema dei rifiuti derivati da PFU. Enrico Ambrogio, presidente di EcoTyre ha spiegato:

Abbiamo deciso di muoverci su due fronti: da un lato intervenendo direttamente su alcuni di questi depositi per consentire il riciclo di Pfu, dall’altro affiancando, alle attività di raccolta, iniziative di sensibilizzazione e informazione sulla corretta filiera di questi prodotti che possono essere una risorsa.

Grazie al sito www.pfuzero.ecotyre.it i cittadini possono segnalare i luoghi di abbandono, aiutando il consorzio a creare a una mappatura nazionale di situazioni di degrado e inquinamento dovuto a questo tipo di rifiuti. Ambrogio ha sottolineato:

Dal 2011 il nostro consorzio ritira gratuitamente gli PFU, per conto dei soci, presso oltre 8 mila gommisti e officine meccaniche garantendo che per ogni pneumatico nuovo immesso sul mercato ne sia avviato uno a recupero.

Un ambito di particolare complessità è quello dello smaltimento degli pneumatici presenti nei capannoni industriali abbandonati. Il consorzio è intervenuto, ad esempio, nel sito di Settimo Torinese, dove sono stati raccolti 500 mila pneumatici, mentre Fiorenzuola d’Arda sono stati smaltiti 300 mila PFU.

Non solo aree industriali, ma anche fondali marini, fiumi e rive, campi agricoli. In questi due anni, il progetto PFU Zero si è legato a diverse iniziative ambientaliste, come Puliamo il mondo di Legambiente, che mira a coinvolgere volontari di tutta Italia, o “PFU Zero nelle Isole Minori”, nato in collaborazione con l’associazione Marevivo e grazie alla quale sono state già bonificate 15 isole minori e ripuliti quasi tutti i fondali dei piccoli porti isolani.

14 luglio 2015
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento