Petrolio: trivellazioni in Congo nei parchi Patrimonio Unesco

Due siti naturali Patrimonio dell’Umanità Unesco, habitat di moltissimi animali, saranno presto aperti alle trivellazioni di petrolio. Le compagnie petrolifere hanno appena ottenuto il via libera dal governo della Repubblica Democratica del Congo per andare alla ricerca di oro nero. Si tratta parchi Virunga e Salonga, con quest’ultimo che rappresenta peraltro la seconda più grande foresta pluviale al mondo dopo l’Amazzonia: avanzano così le proteste di animalisti e ambientalisti.

Secondo quanto riportato dalla BBC il governo del Congo ha approvato una legge che delega a una commissione di “declassificare” e dunque rendere trivellabili delle porzioni dei parchi locali, di cui circa il 21 per cento del parco Virunga. Significa che un quinto di questo sito naturale sarà aperto alla ricerca del petrolio, “un rischio per l’ecosistema” come denunciato dagli ambientalisti.

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I pericoli delle trivellazioni non riguardano solo i possibili e probabili danni all’habitat e agli animali che abitano in questi parchi, ma si teme che gli scavi possano rilasciare nell’atmosfera enormi quantità di anidride carbonica, contribuendo in tal modo al problema del surriscaldamento globale. Per tutte queste ragioni, sui social sono tantissime le persone a esprimere indignazione per la decisione del governo congolese, definita “disgustosa”. Tra queste il biologo Daniel Schneider, che ha scritto:

Il parco Virunga era già stato chiuso al pubblico dopo l’attacco ai ranger. Ora scopriamo che inizieranno a trivellare. Tutto questo è molto sospetto…Gli ultimi gorilla di montagna saranno le vittime della nostra avidità di petrolio.

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Nel frattempo gli esecutivi del Congo hanno tentato di difendersi dalle accuse sostenendo che ogni intervento per la ricerca dell’oro nero avverrà “nel rispetto e proteggendo piante e animali”. Tra i vari animali, i due parchi ospitano anche elefanti, gorilla di montagna e il bonobo, una scimmia in via di estinzione.

4 luglio 2018
Fonte:
Bbc
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