Petrolio offshore: Repsol vuole trivellare le isole Canarie

Sembra proprio che l’ultima frontiera dell’industria petrolifera sia l’assalto ai paradisi naturalistici. Se in Italia in questi giorni è a rischio il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, in Spagna non se la passano meglio visto che la compagnia petrolifera Repsol ha intenzione di cercare petrolio e gas al largo delle isole Canarie. E il governo non ci vede niente di male.

Repsol ha già fatto le ispezioni sismiche 3D con gli airgun nel 2001-2002 in un’area vasta 3.000 km ed è convinta che sotto il mare ad est delle isole di Fuerteventura e Lanzarote, ad appena 27 miglia dalla costa, ci possano essere abbondanti riserve petrolifere: 100-140 mila barili di greggio al giorno di potenziale, pari al 10% dei consumi nazionali. Il governo spagnolo, stretto dalla crisi economica, ha accettato ben volentieri di concedere il permesso a Repsol, che adesso potrà procedere con i pozzi esplorativi e, se troverà il petrolio, potrà estrarlo e pagare le royalties allo stato iberico.

Tutti contenti? No, assolutamente, perché gli isolani non ne vogliono sentir parlare temendo l’enorme impatto che l’industria petrolifera potrebbe avere sull’ecosistema marino delle Canarie che, a sua volta, alimenta l’industria del turismo locale. A supportarli hanno trovato il partito socialista spagnolo, che governava con Zapatero fino a dicembre 2011 e non ha mai dato l’ok a Repsol. Fernando Ríos Rull, in rappresentanza del governo delle isole Canarie, annuncia che le autorità locali si opporranno ai progetti di Repsol e afferma:

I punti forti delle Canarie sono il sole, i paesaggi, le spiagge di sabbia bianca e l’acqua cristallina. Totalmente incompatibili con le esplorazioni petrolifere.

Il ministro dell’Energia, e del Turismo, del nuovo governo di centro destra José Manuel Soria, però, si scaglia contro i politici delle Canarie affermando che l’ok alle trivelle:

Risponde alla logica di una politica energetica che tenta di ridurre la dipendenza spagnola in questo settore strategico e di fornire risorse aggiuntive per l’economia delle isole. Per tutti è inaccettabile la reazione dei socialisti e canariani regionalisti che partecipano a una polemica sterile, piuttosto che rispettare l’obbligo di promuovere gli interessi sociali ed economici delle isole. Abbiamo un’opportunità alla quale le Canarie non possono rinunciare.

Gli isolani hanno annunciato una manifestazione “no-triv” per il 24 marzo sia a Lanzarote che a Fuerteventura.

Fonti: Wall Street Journal | Governo spagnolo,

20 marzo 2012
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I vostri commenti
massimo, martedì 9 dicembre 2014 alle15:29 ha scritto: rispondi »

perche' toccare un paradiso incontaminato come le canarie e altri pochi posti rimasti al mondo ma non si rendono conto di cio' che fanno si ritorcera' tutto contro non ho dubbi

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