Le compagnie petrolifere dovranno pagare i danni da loro causati. Dalla Commissione Europea arriverà giovedì prossimo un nuovo provvedimento, che imporrà un risarcimento a quelle imprese che dovessero rendersi responsabili di un disastro ambientale. La novità più importante riguarda la distanza dalla costa delle piattaforme, che passa dalle precedenti 12 a ben 200 miglia (oltre 300 chilometri).

Grazie alle nuove disposizioni, a rientrare nel regolamento europeo saranno tutti gli impianti off-shore presenti: compresi quindi anche gli oltre 100 attualmente localizzati nei mari italiani. In caso di fuoriuscita di greggio o nell’eventualità di danneggiamento dell’ecosistema marino, le aziende saranno tenute a corrispondere un risarcimento che comprenderà non solo il danno vero e proprio, ma anche le spese di bonifica ambientale.

Una decisione che arriva a circa un anno dal drammatico episodio della marea nera nel Golfo del Messico, fuoriuscita da un impianto di trivellazione offshore della British Petroleum. Anche per evitare il ripetersi di simili avvenimenti, saranno introdotte alcune norme maggiormente restrittive in tema di sicurezza.

Le compagnie petrolifere che vorranno continuare a trivellare i mari all’interno dell’Unione Europea dovranno rendere pubblici i loro piani di intervento in caso di incidente, oltre a fornire prova della loro possibilità economica di fare fronte all’eventuale risarcimento. Garanzie che non hanno precedenti e che rappresentano un deciso passo in avanti nel contrastare gli inutili e sempre più frequenti danni ambientali causati dal petrolio.


Un “semplice” passo in avanti però considerando il fatto che ad essere vincolata non è la compagnia, seppur europea, ma l’attività all’interno dell’UE. Se un’azienda petrolifera del vecchio continente volesse trivellare seguendo i “soliti metodi” in acque più “permissive” potrebbe farlo, lasciando così aperte le porte ad un nuovo possibile disastro ambientale. La speranza è che un provvedimento analogo a quello di Bruxelles possa presto diffondersi anche nel resto del mondo, salvaguardando i molto patrimoni naturali altrimenti a rischio.

25 ottobre 2011
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I vostri commenti
Kal El, mercoledì 26 ottobre 2011 alle18:56 ha scritto: rispondi »

Sarebbe ora che paghino veramente per i disastri che causano! Un provvedimento così però dovrebbe essere mondiale, non solo europeo...

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