Chi si aspettava una parola di spiegazione da parte del ministro dell’Ambiente Corrado Clini sull’incredibile sanatoria al petrolio offshore inserita dal collega dello Sviluppo economico Corrado Passera resterà deluso. Al contrario, Clini apre alla possibilità di togliere del tutto la fascia di rispetto delle 12 miglia dalla costa introdotta con il “correttivo ambientale” di Stefania Prestigiacomo.

Durante un evento di contorno al vertice Rio+20 organizzato da Oil (la rivista aziendale di ENI), Clini ha risposto ai petrolieri che si lamentavano dell’introduzione della fascia di 12 miglia per tutti i nuovi progetti affermando che “Il limite di 12 miglia non è un mito”:

La norma delle 12 miglia è una norma cautelativa introdotta due anni fa. Nel decreto sviluppo abbiamo valutato di considerare tutti i progetti messi in campo prima di questa norma. Io non sono attaccato a un mito, quello che credo debba essere fatto è riaprire una discussione sul ruolo che queste attività possono avere in questo Paese. Io non ho nessuna difficoltà a un confronto di merito che leghi le diverse parti.

Cioè, in soldoni, il Governo ha sanato le concessioni pre-correttivo, ha introdotto limiti di distanza dalle coste più alti per tutte le concessioni nuove, ma è prontissimo a toglierli di mezzo dopo un confronto tra le diverse parti. Senza che nessuno sappia, però, chi siano le diverse parti. A chi tocca decidere? Verrebbe spontaneo dire al Governo. Ma il Governo in fatto di petrolio è sempre più Ponzio Pilato, ma col vizietto del gioco: quello delle tre carte.

L’interesse dell’industria petrolifera è più che chiaro e lo ha illustrato Gianni Di Giovanni, direttore Comunicazione ENI, durante l’incontro pubblico con Clini:

La sostenibilità è anche quella dell’impresa, che deve essere supportata, o per lo meno non penalizzata, dalle istituzioni. Nonostante le difficoltà un player internazionale come Eni non smette di investire e credere nel Paese, continuando ad operare nell’oil&gas, sostenendo in maniera diretta i bisogni dell’Italia e dei cittadini.

Come al solito il mantra dei petrolieri è sempre lo stesso: lasciateci lavorare, per il vostro bene.

21 giugno 2012
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