Uno sversamento di mille litri di idrocarburi si è verificato ieri al largo di Termoli, nei pressi delle piattaforme del campo petrolifero offshore Rospo Mare gestito dalla Edison. A segnalare la chiazza è stato in tarda serata l’equipaggio della nave di stoccaggio Alba Marina. Immediatamente sono scattate le procedure d’emergenza con i mezzi antinquinamento coordinati dall’alto da un velivolo della Guardia Costiera. La chiazza è stata isolata con le apposite panne di contenimento e separata dall’acqua con le sofisticate apparecchiature rec-oil.  L’emergenza, secondo la Direzione Marittima di Abruzzo e Molise, sarebbe rientrata. Come sottolinea Luciano Pozzolano dalla Guardia Costiera:

Né i sommozzatori, né il sorvolo con i mezzi aerei hanno rilevato altre chiazze di greggio nei paraggi della piattaforma per l’estrazione del petrolio Rospo Mare al largo delle coste adriatiche tra Vasto e Termoli.

Resta tuttavia la preoccupazione di ambientalisti e cittadini per un incidente dalle dinamiche ancora poco chiare e che potrebbe ripetersi con conseguenze più devastanti. Il WWF ricorda infatti che è già la seconda volta in otto anni che si verifica uno sversamento nell’area. Ciononostante si continua a trivellare in Adriatico, aprendo addirittura a nuove esplorazioni, come quelle concesse alla multinazionale irlandese Petroceltic. Il presidente di Legambiente Abruzzo Angelo Di Matteo chiede chiarezza sulle dinamiche dell’incidente:

Occorre accertare al più presto le cause, individuare i responsabili, verificare il livello delle misure di sicurezza attive sulle piattaforme e sulla nave di appoggio, e valutare infine gli eventuali danni ambientali. I rischi delle attività di estrazione, stoccaggio e trasporto degli idrocarburi sono sempre più evidenti e devono far riflettere sul tentativo di deriva petrolifera che, fortemente propagandata nella proposta di Strategia Energetica Nazionale, il ministro Passera vuole impartire al Belpaese.

Intanto i danni dello sversamento sono già ben visibili sulla fauna locale, a dispetto delle rassicurazioni delle autorità locali. Il WWF Abruzzo pubblica le foto di diversi gabbiani sporchi di greggio e lancia un appello su Facebook:

Con ogni probabilità se non aiutati questi animali moriranno per intossicazione (per ingestione del petrolio) o per ipotermia (per il piumaggio sporco non più isolante). Ne abbiamo visti diversi in poche decine di minuti.

23 gennaio 2013
Immagini:
I vostri commenti
Angelo, mercoledì 23 gennaio 2013 alle20:10 ha scritto: rispondi »

Eni, Edison, Ergs, Northern Petroleum.... e chi più ne ha più ne metta !  Petrolio, gas di scisto, ecc. ormai tutta l'Italia è un gruviera di trivellazioni e a rischio catastrofi ( Tra una cosa e l'altra più di 7000 pozzi ??!!!  Ma siam pazzi ?! ) .  Ma cosa fanno i nostri fenomeni di scienziati geologhi ?  Ma non si accorgono dell'inquinamento totale delle falde acquifere ? E gli eventi tellurici giornalieri registrati da INGV ? Ma non ne abbiamo avuto abbastanza con le ultime catastrofi dell'Aquilano e del Modenese ? Dove sono finiti i 90 milioni di € messi a disposizione di questa casta di fenomeni ?

Lascia un commento