La TV lucana Basilicata24Tv continua a indagare sull’industria petrolifera e sul suo impatto sul territorio. Dopo aver sollevato pesanti sospetti sull’inquinamento della diga del Pertosillo, in provincia di Potenza a due passi dal centro oli ENI di Viggiano, adesso tocca alle campagne di Matera dove la Total ha da poche settimane avviato un nuovo pozzo esplorativo: il “Gorgoglione 2″.

Secondo chi vive nei pressi del pozzo, circondato da aziende agricole e zootecniche, dal giorno 28 marzo l’aria è diventata irrespirabile a causa della puzza di zolfo che proverrebbe dalla fiamma pilota. Poco dopo la puzza, sono arrivati il mal di testa, la nausea e il vomito come spiega una ragazza che abita vicino l’impianto Total, intervistata da Basilicata24Tv:

La notte non si dorme, stamattina mi sono dovuta alzare per il mal di testa. Addirittura la puzza era arrivata fino al letto. Io non voglio esagerare, però effettivamente è così. Erano cinque giorni che avevo mal di testa e credevo fosse un problema della vista, ma anche tutti gli altri che ci abitano attorno hanno lo stesso mal di testa.

E se gli uomini soffrono, gli animali muoiono: galline e pecore cadono al suolo a decine e decine, con un danno economico notevole per le aziende. Un’allevatrice di galline afferma di aver sezionato una di queste galline morte improvvisamente e di aver trovato reni e fegato in pessime condizioni:

Una l’abbiamo aperta e abbiamo trovato fegato e reni spappolati, erano come sabbia, granellini. Abbiamo fatto delle analisi ma il veterinario non ci ha ancora dato risposta.

Basilicata24Tv riporta anche la versione ufficiale delle autorità sanitarie locali, che ipotizzano un virus o un’epidemia batterica. Gli allevatori, però, fanno notare che gli animali muoiono solo nelle aziende che circondano il pozzo. E che prima dell’inizio dell’estrazione di petrolio pecore, agnelli e galline stavano benissimo. Al massimo moriva un capo ogni tanto per il freddo in inverno.

Dopo la pubblicazione della video-denuncia sul sito di Basilicata24Tv sono arrivati anche dei commenti dai lettori. Uno di loro, che afferma di aver lavorato nel settore petrolifero per tre anni (si firma con nome e cognome ma non fornisce ulteriori dettagli sulla sua competenza) avanza un’ipotesi molto poco rassicurante:

Iniziamo con la fiaccola che brucia H2S, credo non sia a norma, dovrebbe essere molto piu’ alta per dissolverlo nell’atmosfera, poi se notate la fiamma è di dimensioni spropositate dovrebbero ridurla se ci fosse un vero controllo dell’U.M.N.I.G credo che il pozzo venga chiuso, poi x quanto riguarda la morte sia degli animali, e le persone che hanno difficoltà respiratorie, senso di vomito ecc ecc, sono tutti sintomi da intossicazione di SO2 perché la fiaccola brucia H2S gas letale per l’uomo, questa combustione trasforma l’H2S in SO2 (ancora più tossico e letale).

Cosa stia realmente succedendo attorno al pozzo Gorgoglione non è dato ancora saperlo perché serve un pronunciamento ufficiale, documentato e definitivo delle autorità sanitarie. Nel precedente caso dell’inquinamento alla diga del Pertusillo, però, la TV locale era riuscita a documentare che l’inquinamento era già ben noto all’Istituto Superiore di Sanità.

L’unica cosa certa, al momento, è che per piazzare la trivella e iniziare le attività estrattive al pozzo Gorgoglione 2 la Total ha dovuto espropriare alcuni terreni, pagandoli ai legittimi proprietari. Quanto? Venticinque centesimi al metro quadro.

Fonte | Basilicata24Tv

23 aprile 2012
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