Una perdita di petrolio in Ecuador minaccia le regioni amazzoniche di Brasile e Perù. L’allerta è scattata dopo la rottura, lo scorso 31 maggio a causa di una frana, di una conduttura petrolifera nella regione ecuadoriana del Rio Coca. L’incidente ha provocato la fuoriuscita di oltre 420 mila galloni (circa 1,6 milioni di litri) di greggio finiti dentro il fiume, affluente del Rio delle Amazzoni.

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I primi effetti nocivi della perdita di petrolio hanno interessato la popolazione del piccolo centro di Coca, dove a causa dell’inquinamento del fiume (riserva idrica per gli 80.000 abitanti) sono a rischio anche i servizi minimi. La minaccia sembra al momento non sia stata ancora circoscritta, con il Perù già interessato dal greggio in transito lungo l’affluente del Rio delle Amazzoni. L’allerta è scattata quindi anche in Brasile, dove le autorità hanno già messo in moto la macchina dei soccorsi ambientali.

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Il governo brasiliano ha disposto l’intervento dell’Ibama (Brazilian Institute of Environment), della Marina e della ANP (National Petroleum Agency) per aiutare l’Ecuador nel contenimento della fuoriuscita e ridurre la possibile estensione del pericolo. Obiettivo dichiarato del ministro degli esteri Antonio de Aguiar Patriota è impedire che la minaccia possa interessare l’area amazzonica del Brasile, al momento non ancora raggiunta dal fiume di greggio in viaggio lungo il Rio Coca. Al momento l’ultima regione interessata sembra essere quella peruviana di Loreto.

Immediate le scuse per i danni causati da parte del presidente dell’Ecuador Rafael Correa, che ha annunciato la richiesta di intervento inviata alla statunitense Clean Caribbean & Americas per l’avvio delle operazioni di bonifica. Impegnate anche le autorità del Perù nel cercare di ridurre al minimo gli effetti nocivi del disastro ambientale. Il ministro dell’Ambiente Manuel Pulgar Vidal ha riferito su come il problema sia ritenuto “molto serio” dal governo e richieda un pronto e deciso intervento che impedisca danni maggiori.

10 giugno 2013
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Fonte:
BBC
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