Peter Jackson di Lo Hobbit respinge le accuse di PETA

Peter Jackson, regista dell’imminente saga di Lo Hobbit, è sotto osservazione massima da parte dei gruppi animalisti. Dopo le accuse di PETA, che denuncia la morte di 27 animali sul set del film, la première rischia l’invasione di manifestanti e attivisti. Il regista respinge al mittente le accuse, dichiarandole false e assicurando un comportamento corretto da parte di tutto il team.

Sul set sono state adottate tutte le misure del caso per garantire la salute di tutti gli animali e la maggior parte delle scene sarebbe stata ricreata al computer. Come confermato dalle parole di Peter Jackson, che non ci sta a ricevere pubblicità negativa, considerata immotivata e ingiusta. Secondo il regista, l’anno scorso sono state spese centinaia di migliaia di dollari per garantire stalle e recinti idonei e salutari.

Inoltre, Jackson sottolinea che la partecipazione degli animali nelle sequenze del film non è stata degradante o svilente. Il regista da sempre è famoso nell’ambiente per l’avanguardia degli effetti speciali utilizzati, così da preservare gli animali evitandone l’impiego. Secondo i produttori della pellicola la denuncia di PETA deriva quindi dal malcontento di alcuni mandriani ed istruttori, licenziati più di un anno fa dal set.

Forse una ritorsione, forse una menzogna, forse la verità, ma quello che resta è la morte dei 27 animali. Un peso che graverà sulla prima cinematografica e che siamo certi comporterà indignazione e rabbia da parte degli attivisti. Di sicuro non mancheranno manifestazioni e proteste nei confronti del film.

21 novembre 2012
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