Anche l’Italia fa grandi passi in avanti per quanto riguarda l’utilizzo e l’introduzione di animali in corsia, sfruttando la loro presenza calmante e gioiosa per la pet therapy. A mettere in atto la pratica positiva è il Policlinico San Marco di Mestre con il valido supporto dell’Ulss 12 veneziana, monitorando la presenza e l’intervento in corsia di tre cani adeguatamente addestrati. Il programma è rivolto a malati terminali spesso anziani e soli e viene attuato sotto il controllo di un gruppo di volontari, che coordina i quadrupedi stessi. Immancabile la presenza di un veterinario che segue il progetto, consigliando l’impiego dei cani per un’ora la settimana. Secondo il dott. Renzo Malatesta, direttore sanitario del Policlinico:

Per un’ora alla settimana consentiamo agli animali e ai volontari che collaborano con noi di avvicinarsi ai pazienti dell’ospice (25 posti letto). Si tratta di malati terminali, spesso anziani e soli.

La presenza del cane ha ristabilito il dialogo e l’empatia con persone ormai prive di voglia di vivere e con risultati positivi. In particolare, un uomo anziano scivolato nel silenzio dell’isolamento che, grazie alla presenza rassicurante dell’animale, ha ritrovato la voglia di dialogale con il cane ma principalmente con il mondo intorno a lui. I quadrupedi possono interagire per una sola ora a settimana, subito dopo è loro concessa una corsa in giardino così da smaltire lo stress accumulato. Il medico ha così proseguito:

Abbiamo dato la possibilità anche ai nostri dipendenti su richiesta motivata (di solito di tipo psicologico) di poter portare il proprio animale sul luogo di lavoro. Ogni domanda, ovviamente, viene vagliata attentamente, ma se l’animale può migliorare il beneficio dei nostri dipendenti noi non abbiamo nulla in contrario.

I pazienti stessi possono incontrare il loro animale di affezione in un parco attrezzato adiacente l’ospedale o, nei casi più gravi, il cane viene condotto presso il capezzale dagli stessi parenti. L’interessante iniziativa di pet therapy potrebbe aprire le porte a progetti emulativi in altre strutture di zona o anche nel resto d’Italia, per una pratica che in USA è in atto da molti anni e con grande successo.

18 dicembre 2014
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