Il couch surfing, mania recente della Rete, è una modalità divertente e originale per viaggiare: tramite un sistema di incontro online, i turisti possono trovare ospitalità gratuita offerta da volontari in tutto il mondo. Lo stesso progetto è ora stato trasposto al mondo dei cani e dei gatti, con il primo sito dedicato al Pet Surfing.

Si chiama Dog Vacay e al momento è disponibile solo negli Stati Uniti e in Canada, ma chi l’ha già provato ne è rimasto talmente soddisfatto da volerne al più presto l’estensione in tutto il globo. Si tratta di un servizio di aiuto reciproco fra famiglie per l’accudimento di animali domestici durante i periodi vacanzieri: cani e gatti vengono affidati per brevi periodi a terzi, per un costo giornaliero di circa 20 dollari, desiderosi di nutrire, accudire e coccolare gli animali proprio come se si trovassero all’interno del loro nucleo familiare d’origine.

La sicurezza dell’intera operazione è garantita dagli operatori del sito, creato dai coniugi Aaron e Karine Nissim Hirschhorn di Santa Monica, che si prepongono incontri pre affido fra le famiglie e ammettono al progetto solo ospitanti altamente referenziati. Esiste poi un’assicurazione canina, che copre danni fino a 25.000 dollari per ogni singolo animale domestico, e i padroni più apprensivi possono addirittura noleggiare un collare con geolocalizzazione GPS, per tracciare i movimenti del loro compagno a quattro zampe in qualsiasi luogo del globo si trovino. E gli utenti ne sono entusiasti: in soli due mesi, sono già 4.000 le famiglie pronte ad accogliere gli animali.

Il Seattle Times ha intervistato Valerie Steiger, una delle più entusiaste utenti di pet surfing. La donna recentemente si è dovuta allontanare da casa per un lungo viaggio in Thailandia e ha deciso di affidare il proprio Shih Tzu a una famiglia, non potendo portarlo con sé in viaggio. Dalla sua assenza ogni giorno è stata informata sulle condizioni di salute del cane e, tramite un’apposita app per smartphone, ha ricevuto costantemente immagini e video aggiornati sul suo cucciolo. La donna già in passato si era trovata a dover affidare forzatamente l’animale a causa di vacanze e viaggi di lavoro ma, nonostante rifiugi e canili da lei scelti fossero qualitativamente ineccepibili, il risultato finale l’ha lasciata perplessa. Rientrata dai suoi spostamenti, infatti, il suo cucciolo si è dimostrato irascibile e pauroso, perché in canili e rifugi per qualche ora al giorno la permanenza in gabbia è inevitabile. Con il pet surfing, invece, ha trovato un ambiente paradisiaco e libero da traumi per il suo amico a quattro zampe.

24 maggio 2012
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