Nuovi casi di pesto al botulino in Val d’Aosta. Dopo i casi dei giorni scorsi verificatisi a Genova e in Piemonte si aggiorna la mappa delle intossicazioni. Già iniziato il ritiro dai negozi della partita di condimento interessata dalla presenza di Clostridium botulinum, responsabile di numerosi ricoveri per “sospetta intossicazione” in varie Regioni italiane.

Il pesto al basilico al centro dei controlli è il “Pesto da Prà” della ditta Bruzzone e Ferrari. Tuttavia al momento si parla soltanto di positività al batterio, mentre non è stata al momento riscontrata la presenza della tossina botulinica.

La USL valdostana ha diffuso una nota nella quale vengono fornite indicazioni utili a capire se il prodotto acquistato sia proveniente dalla partita sospetta o meno. Stando alle istruzioni occorrerà:

Verificare che la confezione di pesto genovese eventualmente acquistata riporti il numero di lotto 13G03 e la scadenza al 09 agosto 2013 (il pesto è confezionato in vasetti di vetro e plastica da 90 o 150 grammi, con e senza aglio). In questo caso occorre conservare il vasetto fino al termine dell’allerta, mentre se si è già consumato il prodotto, non bisogna gettare il vasetto e conservarlo per eventuali analisi.

La USL ha inoltre diffuso una nota in cui vengono messi in evidenza i sintomi derivati dall’intossicazione da botulino:

Pupille dilatate (midriasi), disturbi della vista (si vede doppio), gola secca, difficoltà a deglutire, diarrea e vomito. Il generico mal di pancia non è associato a questi sintomi, non deriva dall’intossicazione da botulino.

22 luglio 2013
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