Due anni di stop dall’Unione Europea per i pesticidi che uccidono le api. Oggi a Bruxelles la Commissione UE si è riunita in merito all’appello presentato dall’Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani per la messa al bando di queste sostanze, nocive per gli insetti impollinatori. Dalla proposta presentata agli Stati Membri riguarderà tre neonicotinoidi in relazione al loro uso sulle colture di cotone, girasole, mais e colza, in forma granulare e spray.

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La decisione di oggi della Commissione Europea segue di pochi mesi l’appello che l’UNAAPI ha rivolto, insieme con Legambiente, al ministro della Salute Balduzzi. Allora si chiedeva un’iniziativa da parte del Governo italiano affinché vietasse in via definitiva l’uso di pesticidi contenenti clothianidina, thiamethoxam, imidacloprid e fipronil.

Arrivare ad un divieto definitivo è un passo necessario e urgente secondo Greenpeace, che ricorda come dai dati UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) emerga che le api e gli altri insetti impollinatori siano fondamentali per l’esistenza dell’84 per cento delle principali colture europee. Le api in particolare sono ritenute responsabili della riproduzione di centinaia di specie di piante fra coltivate e selvatiche, una loro scomparsa minaccerebbe gravemente la biodiversità.

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La proposta avanzata dall’UE rappresenta secondo Greenpeace un importante primo passo nella giusta direzione, ma allo stesso tempo si mostra troppo timida. Sono necessari interventi definitivi e più ampi secondo Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile:

La proposta della Commissione Europea è un primo e positivo passo avanti per affrontare gli effetti nocivi dei pesticidi sulle api, ma non basta. Queste sostanze sono fonte di problemi per gli insetti impollinatori anche quando vengono utilizzati in colture diverse da quelle menzionate dalla proposta della Commissione. Bisogna proseguire le indagini sul campo.

I neonicotinoidi elencati della proposta europea sono già oggetto di specifico bando temporaneo in Italia, ma solo per le sementi conciate. Ora è necessario estendere il divieto anche all’uso in formulazione granulare e in spray.

31 gennaio 2013
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