Alcuni pesticidi sono tossici per il cervello dei bambini secondo l’EFSA. Secondo l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare gli effetti di due neonicotenoidi come acetamiprid e imidacloprid influirebbero sullo sviluppo del sistema nervoso in giovane età.

L’EFSA ha espresso alla Commissione UE l’idea che sia necessario ridurre i livelli considerati ammissibili per queste sostanze contenute nei pesticidi, la cui minaccia per la salute dell’uomo è ritenuta “giustificata”. Ad avvalorare i possibili rischi per il cervello umano durante l’età dello sviluppo non soltato alcuni recenti studi scientifici, ma la stessa finalità di questi composti: paralizzare l’apparato nervoso degli insetti portandoli alla morte.

Un’azione svolta però non soltanto sui possibili parassiti che possono danneggiare le colture, ma anche su api e altri insetti impollinatori, la cui sopravvivenza stessa è al momento messa a rischio dall’utilizzo dei neonicotenoidi. Per quanto riguarda l’uomo invece, ad essere interessati dalla tossicità di questi pesticidi sarebbero in particolare l’apprendimento e la capacità mnemonica. Come spiegano gli stessi esperti:

Possono avere un effetto avverso sullo sviluppo dei neuroni e delle strutture cerebrali associate a funzioni quali l’apprendimento e la memoria. Alcuni dei livelli guida attuali per l’esposizione ammissibile ai due insetticidi potrebbero non essere sufficienti a salvaguardare dalla neurotossicità nella fase di sviluppo e dovrebbero essere ridotti.

I valori soglia dovrebbero essere portati per quanto riguarda i livelli ammissibili di esposizione, così come per la cosiddetta dose acuta di riferimento, a 0,025 mg/kg di peso (al giorno) della persona esposta. Al momento i limiti sono di 0,07 mg/kg per i primi e di 0,1 mg/kg per la seconda.

18 dicembre 2013
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